Le coccinelle volano

Vertigini

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Da lassù la città era solo un tappeto, di cui poteva calpestare grossi tratti, semplicemente tenendo fermo uno dei due piedi, arrestandolo per qualche attimo al continuo ciondolare.
Anche la luce più infinitesimamente piccola, a fissarla, avrebbe illuminato qualcosa.
Anche la stella più galatticamente lontana, a considerarla, avrebbe riempito uno spazio.
Ma in quel momento avrebbe avuto un senso?
L’uomo la colse di sorpresa, raggiungendola alle spalle, scavalcando il parapetto e sedendosi al suo fianco. Non la guardò, non la toccò, non la considerò. Rimase lì come non ci fosse mai stato.
E si chiese quanto, scrutato da quattro occhi piuttosto che da due, il buio fosse meno buio.
E si chiese quanto stupida sarebbe ancora potuta diventare fingendosi saggia invece che più semplicemente ammettere con se stessa che anche da lassù la città non era altro che un crogiuolo di ricordi e panchine e sassi che l’avrebbero seguita a prescindere da quanto alto fosse il punto a cui sarebbe mai giunta.
Ma in quel momento lui le prese la mano. Vieni con me- le disse- qui fa troppo freddo.

*Per gli sfigati: finale A
*Per gli incompresi: finale B
*Per  i pessimisti: finale C
*Per gli ottimisti: finale non pervenuto.

Finale A
Allora sei con me?- lei gli chiese, sorridendo e scostandosi dal viso i capelli mossi dal vento. La mano, stretta a quella di lui, le comunicò sensazioni di pace e per provarne ancora, per provarne di più forti, provò a  farglisi incontro così da poterlo abbracciare. Solo che fu poco attenta e, perso l’equilibrio, precipitò nel nulla, chiedendosi almeno un milione di volte, prima di sfracellarsi al suolo, come sarebbe andata se non fosse stata tanto sciocca da fidarsi anche stavolta.

Finale B
La ragazza non rispose. L’uomo aspettò le sue parole, aspettò un cenno, aspettò un rifiuto. Ma niente. La ragazza si limitò a fissarlo, quasi fosse spaventata.
Se avesse saputo che era sorda, l’uomo non avrebbe di certo impiegato tanto tempo prima di andar via, ma non lo sapeva e fu per questo che si beccò tre minuti di freddo talmente intenso da valergli l’influenza dei giorni a venire e almeno dieci milioni di maledizioni per la stronza seduta sul parapetto e che probabilmente lo aveva scambiato per un maniaco.

Finale C
Hai ragione- disse lei, scavalcando il parapetto e seguendolo lungo il sentiero che li avrebbe ricondotti a casa.
Niente sarebbe cambiato, niente sarebbe migliorato.
E girato il primo angolo ebbe la certezza che il mondo non è affatto rotondo.
Il mondo è una scatola quadrata e scalarne le pareti serve solo a fare più strada quando si torna indietro dopo che si è constatato che, al di là di esso, non c’è assolutamente nulla che valga la pena uscire fuori a cercare.

Maria Pia Monda 29 agosto 2010

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