Le coccinelle volano

Specchio

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La mortificazione del corpo, concepita come maieutica di un dolore altrimenti difficile da partorire,  stavolta ha il sapore dei concentrati di frutta, che non lava via la rabbia ma almeno, dentro, brucia allo stesso modo o forse più, come un fuoco che nemmeno l’acqua fredda sui vestiti riesce a sedare.
Ero nell’angolo a guardare la scena, inconsapevole che viverla davvero concretizza le arcane paure di sempre e non sapevo che fungere da spettatori di se stessi non è poi tanto piacevole.
Bisognerebbe vivere senza guardarsi  allo specchio, perché qualora il riflesso fosse bello, il solo pensiero che chi è dall’altra parte del vetro conduca un’esistenza migliore della propria, basterebbe a sollevare il panico.
Che da questa parte sia rimasto molto poco è quasi certo e il fatto che alcune persone rovistino tra le mie cose inutili e, quando trovano le poche cose utili, mi chiedano di privarmene, di regalargliele, mi lascia interdetta.
Ma, probabilmente, questo accade perché io non so chiedere nulla.

Maria Pia Monda 26 novembre 2009

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