Le coccinelle volano


Lascia un commento

Balla coi lobi

Oggi ho imparato come si dice lupo in portoghese. Ed è una nozione che ho tristemente appreso,  dopo che dalla TV mi era arrivata la notizia che stasera avrebbero trasmesso “bailando com lobos”. Tutta esaltata, ho pensato che finalmente avrei potuto assistere ad un talent show originale, nel quale i concorrenti si sarebbero sfidati in esibizioni di samba ballata con le orecchie, ma quando mi sono avvicinata allo schermo, ho scoperto che in realtà si trattava semplicemente di quel vecchio film con Kevin Kostner, che io non ho mai guardato e che, nemmeno stasera, a maggior ragione, guarderò.

Lobo. Lupo si dice lobo.
E lobo si dice lóbulo.
Basta non confondersi…
.

image

PS: si ringrazia il gentile prestatore di lóbulo all’occorrenza.

Annunci


Lascia un commento

Esperar

La durata del vermeglioai semafori è infinita e in molti hanno l’abitudine di attraversare prima che scatti il vergi“. Io li osservo, immobile e stupefatta, perché qui  guidano i carros” in maniera spregiudicata e veloce e non rientra certo tra le mie prerogative finire attropelata” su una strada del Brasile. A chi mi osserva, apparirò un po’ “estranha”, ma “não é preciso”, perché io sono abituata ad “esperar”… e pure ad “esperar”.
La coincidenza in termini tra aspettare e sperare è, infatti, una delle “primas coisas” che  ho imparato del portoghese.  Insomma, qui “esperi” anche se non hai nulla da “esperar”…e viceversa.
Io, intanto, espero di apreender il portoghese, quel tanto che basti a non compiere gli errori che, as vezes, compio. Come quando, ad esempio, dovevano consegnarmi la TV.
Il portiere ha citofonato per avvisarmi che era arrivato il fattorino. Sperando di dire la cosa giusta ho esclamato: “pogi sair”, che nelle mie intenzioni valeva come un “può salire”, ma che in realtà, come ho scoperto verificando immediatamente sul dizionario,  significa più o meno “se ne può andare”.
Ma se salire si dice subir e subire si dice sofrer, senza trascurare poi che anche soffrire si dice sofrer, devo esperar che siano tutti comprensivi come il portiere e il fattorino, perché prima che io impari il portoghese ci sarà da esperar ancora tanto.


Lascia un commento

Samuele dixit

– Tempo fa ti ho inviato una frase di Bersani.
– Quale? “Ci sono stati dei momenti intensi, ma li ho persi già”?
– No. Comunque fa niente. Se non la ricordi, vuol dire che poi non te l’ho più inviata.
– “Hai più pensato a quel progetto di esportare la piadina romagnola”?… “Usignolo che usi il bosco puoi fischiare più in là”?… ” Sono nato in un teatro e ho sempre fatto il fossile”?
– No.
– Ma forse ti riferivi a Bersani il politico?
– No. E mi sa che davvero non te l’ho inviata.
– Scrivimela adesso, altrimenti vado avanti menzionandoti tutta la discografia.
– No, dai!
– “Sei solo la copia di mille riassunti”?
– È una frase a effetto.
– Effetto o affetto? “Avevo voglia di prestarti qualche cosa o solamente di riuscire a fare tardi con la scusa di parlarti… e di toccarti”?
– Come piace a te…
– Oh! Dai, scrivimela! Se pure ti o ci mettesse a disagio,  avresti pronta la scusa che non è tua. Potresti dare la colpa a Samuele.
– …
– “Dentro al replay, tra miliardi di altri ci sei”?… “In poche parole, eccomi a sorprenderti, torno in qualità di vecchio scheletro”?
– No. Ma Replay è davvero bella.
– Strano, io ricordo che piaceva solo a me.
– In che senso? A me piace.
– All’inizio per niente.  La trovavi noiosa… Quanto me.
– Ma tu non sei noiosa.
– Dai, scrivimi la frase.
– “Ti seguo in fila indiana, sul ponte sospeso, all’improvviso traballante. Mi tengo ancora la cima della corda che userei, qualora ti dovessi perdere tra le lenzuola, tra i pallini blu.”
– Ah…..???
– È a effetto, vero?
– Te lo dico più tardi. Preferisco provare prima con un analgesico.