Le coccinelle volano

Esperar

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La durata del vermeglioai semafori è infinita e in molti hanno l’abitudine di attraversare prima che scatti il vergi“. Io li osservo, immobile e stupefatta, perché qui  guidano i carros” in maniera spregiudicata e veloce e non rientra certo tra le mie prerogative finire attropelata” su una strada del Brasile. A chi mi osserva, apparirò un po’ “estranha”, ma “não é preciso”, perché io sono abituata ad “esperar”… e pure ad “esperar”.
La coincidenza in termini tra aspettare e sperare è, infatti, una delle “primas coisas” che  ho imparato del portoghese.  Insomma, qui “esperi” anche se non hai nulla da “esperar”…e viceversa.
Io, intanto, espero di apreender il portoghese, quel tanto che basti a non compiere gli errori che, as vezes, compio. Come quando, ad esempio, dovevano consegnarmi la TV.
Il portiere ha citofonato per avvisarmi che era arrivato il fattorino. Sperando di dire la cosa giusta ho esclamato: “pogi sair”, che nelle mie intenzioni valeva come un “può salire”, ma che in realtà, come ho scoperto verificando immediatamente sul dizionario,  significa più o meno “se ne può andare”.
Ma se salire si dice subir e subire si dice sofrer, senza trascurare poi che anche soffrire si dice sofrer, devo esperar che siano tutti comprensivi come il portiere e il fattorino, perché prima che io impari il portoghese ci sarà da esperar ancora tanto.

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