Le coccinelle volano


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Rock in Rio

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In TV stanno trasmettendo in diretta il Rock in Rio, cosa che, a mio parere, di per sé qualifica l’altissimo livello culturale della televisione brasiliana, nonché il suo impegno per il sociale, considerate tutte le persone che avrebbero voluto partecipare (io in primis) e non hanno potuto, ma che in questo modo possono ugualmente assistere e improvvisare tentativi di pogo sul divano, con la consapevolezza di farlo contemporaneamente alle persone presenti sotto il palco. Tra qualche ora suoneranno i miei adorati Queens of the Stone Age e successivamente i grandiosi Sistem of a Down, ma il concerto in onda adesso non è affatto da meno. In alto a destra, la scritta indica che si tratta degli Hollywood Vampires (ammetto l’ignoranza, ma io non li avevo mai sentiti nominare). Riconosco il cantante che è senza dubbio Alice Cooper, ma il più figo di tutti è sicuramente il chitarrista. Forse perché è vestito come Jack Sparrow. Che poi a guardarlo bene, ci somiglia pure. Lo guardo, lo riguardo e penso che, cavoli!, è identico a Johnny Depp. Faccio una piccola ricerca e scopro che, cavoli !, è proprio Johnny Depp 😱:)
Cose belle… Tutto qui.

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Deficere

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Hai presente quelle mancanze di cui vorresti non mancare mai? 

I riferimenti al tempo, alle distanze, alle piccole abitudini cui nemmeno sapevamo di essere avvezzi acquisiscono spessore in virtù della loro assenza.

Per esempio, se non ci mancasse la giovinezza, che senso avrebbe averla vissuta? Se non ci mancasse un dato luogo, che senso avrebbe averlo visitato?

E’ il motivo per cui, se tu non mi mancassi, mi mancherebbe il modo in cui mi manchi.

Le riflessioni, quelle principali, si sono arrese al tempo in cui era così semplice indovinarsi o scambiarsi i pensieri, che adesso sembra fin troppo difficile anche solo riconoscersi e guardarsi in viso. I concetti residui, invece, si assemblano tutti in una frase, quel “cerca di essere felice” che a te sembra impossibile, ma che a me sembra fattibile.

Perché, a mio avviso, la felicità non è altro che un algoritmo deputato ai tentativi di risoluzione dei nostri infiniti problemi. E, con il termine algoritmo, non faccio riferimento ad una noiosissima sequenza di passaggi matematici, che nemmeno saprei riconoscere. 

Per me, in quanto algoritmo (erroneamente etimato da algos/dolore e da rythmos/misura), la felicità è, appunto, la misura di quanto si abbia sofferto e non si sia più disposti a farlo. E poiché, in un modo o nell’altro, tutti siamo destinati a soffrire, non c’è motivo per cui non dovremmo altrettanto essere destinati ad essere felici. 

E’ nostro dovere almeno provarci.


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Come stai?

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Mi arriva un messaggio.
“Tesoro! Quanto tempo!!! Come stai? “
In effetti è da molto che non sento questa persona e allegramente rispondo.
“Ehi, che piacere sentirti! Io sto bene e tu?”
Niente. Nessuna risposta.
Passa un bel po’ di tempo e la stessa persona mi invia un altro messaggio.
“Tesoro, come stai? È tanto che non ci sentiamo!”
Un po’ meno entusiasticamente, ma comunque volentieri rispondo.
“Ciao! Qui tutto bene. A te come va?”
E di nuovo nessuna risposta.
Passa dell’altro tempo e stamani, al risveglio, trovo un ennesimo messaggio da parte della stessa persona.
“Tesoro, mi manca non sentirti. Come stai?”
Senza ormai alcun entusiasmo replico.
“Bene e tu?”
Il nulla, il silenzio, il vuoto cosmico.
Ho capito. La prossima volta rispondo che sto uno schifo, così forse la comunicazione acquista un senso.


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Nulla di diverso

Non desidero nulla di diverso da quello che ho adesso. E vorrebbe dirlo ad alta voce.
Tra pochi giorni comincerà la primavera, la sua seconda primavera in un anno. Sul tavolo ci sono fiori freschi, quattro piccole dalie bianche infilate in una bottiglietta che, in un altro tempo, ha forse contenuto un aperitivo o un succo di frutta; i fiori rosa che, non più di un mese fa, tirati giù dal vento di un finto inverno, avevano ricoperto le strade come un tappeto, adesso, nuovi, giovani e forti si aggrappano ai rami degli alberi, intorno ai cui tronchi, un gruppo di giovani amiche, ornate con veli da sposa, zigzagando, festeggia un addio al nubilato, che l’alcool ha già parecchio obnubilato.
Le guarda, sorride e pensa. Non desidero nulla di diverso da quello che ho adesso.
Le luci del sabato sera riempiono gli sguardi di entusiasmo e le parole pronunciate dalle coppie che occupano i tavoli accanto, anche se fraintese o malintese, sono sicuramente dichiarazioni d’amore, che si sovrappongono alle parole di lui, che le siede di fronte e da una decina di minuti esprime opinioni sulla diffusione degli i-phone, gli aggiornamenti di android e l’estinzione di explorer, cui lei partecipa con blandi cenni del capo, perché l’unica cosa che davvero registra è la parola phone, ma intesa come un phon, che scalda l’aria e le lascia addosso brividi strani. Si ricorda di un’altra sera di settembre, del tempo trascorso nel frattempo e di come non avrebbe mai scommesso su quanto si sarebbe sentita felice.
Perciò lo dice.
– Non desidero nulla di diverso da quello che ho adesso.
Senza aspettarsi certo che lui replicasse…
– Neanche io. Il mio LG funziona ancora benissimo.


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Tu meriti

Durante una passeggiata in un centro commerciale, di fronte alla vetrina di Swarovski.
– Miranda Kerr ha la faccia a bomba.
– Mó che ti ha fatto Miranda Kerr?
– Niente, ma trovo che abbia la faccia a bomba.
– Sicura?
– Vabbé… Un po’ di tempo fa, correva voce che avesse tradito Orlando Bloom con Justin Bieber. ORLANDO BLOOM con JUSTIN BIEBER!!! E a me Orlando Bloom nemmeno piace ma….

Nella mente, parte il nastro di una delle sue scene preferite in assoluto.

https://youtu.be/dDAlQDkaGhg