Le coccinelle volano

Naipì

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Secondo la leggenda, c’era una volta un dio serpente, di nome M’boy, innamorato della bellissima figlia del capo della tribù a lui devota. Ma la ragazza, che si chiamava Naipì, non se lo filava di pezza e, nonostante M’boy gli avesse promesso ori, incensi, birra (rigorosamente Skol) e tanto altro, un giorno decise di prendere il largo col suo amante, Tarobà, per nulla dio, ma forse molto più serpente, e insieme, a bordo di una canoa, si avventurarono nelle acque del fiume Iguaçu, con l’intenzione di raggiungere la confluenza con il Paraná, tirare dritto fino a Buenos Aires e trascorrere allegramente la vita ballando il tango e mangiando empanadas. Ma M’boy li colse sul fatto, spaccò la terra, deviò il fiume e creò le famose cascate di Iguaçu, trasformando la ragazza in roccia ed il suo amante in palma. Si racconta che ancora adesso i due amanti si guardino da lontano, senza mai riuscire ad abbracciarsi.
LETTERA A NAIPÌ , la ragazza che rifiutò il dio serpente,  scappò con il canottiere, provocò la creazione delle cascate e fu trasformata in roccia.
Cara Naipì, come stai? Sicuramente un po’ acciaccata, considerate le bordate d’acqua che ti accolli da millenni. Lo so, col senno di poi, ti sei resa conto che, forse forse, non è stata tanto geniale l’idea di rifiutare un dio per scappartene con un comune mortale, che sarà stato pure un fusto, prima di ragazzo, poi di palma, ma che, contrariamente a quanto solo gli stolti pensano, ormai da tempo è stato trascinato via dalla corrente ed è marcito chissà dove. Perché le rocce sono immortali, ma le palme no.
Te ne stai lì, immobile da un’eternità, coperta di muschi, bagnata dal fiume e molestata dai turisti, che nemmeno si accorgono di te, perché nessuno si è mai premurato di indicare loro quale di quelle migliaia di rocce sei tu. Anzi,  la maggior parte  nemmeno conosce il tuo nome o la tua storia. E ti senti sola, sempre e comunque, anche quando ripensi all’incipit della canzone che ti ha insegnato quell’italiano che è venuto a girare il video dalle tue parti. “Io lo so che non sono solo anche quando sono solo.”
Tu sei sola, cara Naipì, ma hai di che essere fiera. Se fossi stata solo un po’ meno ribelle e diversamente egoista, adesso il mondo avrebbe una meraviglia in meno. Quindi, tirate le somme e considerato il servizio che hai prestato per l’umanità, alla fine ti è andata anche bene. Ma solo perché sei nata milioni di anni fa. Al giorno d’oggi, scelte come la tua non generano alcuna cascata… Semmai qualche caduta. E ti assicuro che non c’è nulla di meraviglioso in questo.

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6 thoughts on “Naipì

  1. Anche io voglio vivere a empanadas e tango!

  2. Ah dimenticavo…e tanga😂

  3. ma proprio così brutto era M’boy? al posto di Naipì avrei dato una botta qui ed una lì… 🙂

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