Le coccinelle volano

Contare

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children

Una bambina conta da uno a dieci e da dieci a uno e lo fa ad alta voce come se si aspettasse  l’applauso della folla astante, per un qualcosa che ha appena imparato e che ancora le sembra tanto speciale.

Per me, imparare a contare non fu affatto speciale, ma fu una cosa che detestai fin dall’inizio, per l’ossessione con cui presi a numerare tutto ciò che mi circondava, tutto ciò che mi capitava. Mi spostavo da un posto all’altro ed erano uno, due, tre, quattro, cinque, sei passi fino a dieci… e di nuovo uno, due, tre.. (e a quel punto basta perché a tre anni non mi spostavo poi tanto). Mangiavo la pasta ed erano uno, due, tre, quattro, cinque, sei maccheroni fino a dieci… e di nuovo uno, due, tre.. (e a quel punto basta perché a tre anni non mangiavo poi così tanto).

Poi crebbi e capii che contare tutto e contare tutti, non significava contare per tutti, ma era piuttosto un non contare per niente e venni fuori da quell’ossessione raccomandandomi di contare e far contare solo ciò che di per sé contava. Il problema è che apparentemente è un tutto che conta, cui si somma un fare i conti con tutti, che non paga il conto al tempo perso a contare cose che non contavano affatto. Insomma… non ci si libera dalle ossessioni così facilmente e quand’anche si credesse di esserci riusciti, c’è un qualcosa che inevitabilmente torna a fomentarle.

E’ un po’ come togliersi o tagliarsi un pezzo e sperare che, almeno in superficie, il tessuto cicatriziale, in quanto meno elastico possa arginare  la ricostituzione di ciò che, dal profondo, vorrebbe ritornare. Solo che le cicatrici non sono tutte uguali. E la mia anima è tutta un cheloide.

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9 thoughts on “Contare

  1. Va a finire che l’unico modo facile di contare era proprio quello di quando si era piccoli…Ché poi crescendo le persone contano in maniera differente e non sempre lo capiscono (capiamo).

  2. Mi piace tantissimo ciò che hai scritto.. è difficile sbarazzarsi dalle ossessioni! Cerchi di soffocarle sotto un duro tessuto cicatriziale.. Ma queste tentano di riemergere sempre

  3. commento anche se ancora non ho googlato cheloide e quindi glisserò con eleganza sull’ultimo lemma che hai buttato lì con l’unico evidente scopo di farmi sentire un vero gnurant…dunque dunque dunque io ogni giorno scendo le scale con mia figlia (3 piani…) e ogni giorno lei vuole contare i gradini! Siamo già arrivati a 15…quindi ogni 15 ricomincia da zero! Ma io l’applaudo sempre e le dico brava!, perchè sti picciriddi vanno incoraggiati! Non potrò mai dimenticare la mia delusione quando in prima elementare già sapevo scrivere leggere e contare e ovviamente, da gran Pavone quale sono, misi subito in mostra tutto e la maestra manco mi cagò!!!!!!!!!

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