Le coccinelle volano

Presepio brasiliano

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Uno dei miei luoghi preferiti a Belo Horizonte è sicuramente la Casa Fiat de Cultura- uno spazio espositivo e di incontri, situato nel cuore della città e facente parte del circuito culturale di Praça da Liberdade- dove il visitatore, oltre a stupirsi di fronte all’allestimento di mostre d’arte internazionali, di alto pregio e perfettamente curate, ha bensì l’opportunità di prendere parte a conferenze e dibattiti di vario e profondo interesse, di partecipare ad officine creative e, soprattutto, di apprezzare, scoprire o riscoprire la ricchezza della cultura italiana, valorizzata mediante numerose e varie iniziative.

In occasione del prossimo Natale, la Casa Fiat ha deciso di impreziosire i propri ambienti con un meraviglioso presepe, di dimensioni naturali, la cui realizzazione, per la quale ci si è avvalsi esclusivamente di materiali riciclati e di scarto, è stata affidata al genio artistico di Leo Piló, un maestro internazionalmente riconosciuto nel campo dell’arte sostenibile, e… al pubblico! Nelle ultime tre settimane, sono state, infatti, più di quattrocento le mani impegnate a modellare, dipingere, colorare, ritagliare e incollare; mani di adulti, mani di bambini, mani di chiunque avesse voglia, piacere e tempo di partecipare.

Ieri sera, durante la presentazione ufficiale, ho avuto l’onore di esprimere a nome di tutte le persone che hanno contribuito alla realizzazione, un sentimento di profonda gratitudine nei confronti della Casa Fiat, per questa scelta lodevole, unica, ma, soprattutto, audace e coraggiosa di avviare una tradizione di creazione collettiva del presepe; una creazione che, nei fatti, diventa “ricreazione”, da intendersi, da un lato, come possibilità di vedere con i propri occhi che, partendo da materiali originariamente destinati ad altro o semplicemente destinati alle discariche, si può costruire qualcosa di completamente nuovo e assolutamente incantevole, dall’altro, come momento ludico e di riscoperta, attraverso la manualità, di quell’entusiasmo infantile, fanciullesco, di quel piacere di disegnare e colorare in gruppo che, con l’età adulta, inevitabilmente si abbandona.

Credo che in ciascuno di noi abiti un piccolo artista. Spesso ce ne dimentichiamo, perché, nella maggior parte dei casi, si tratta di un artista concettuale e capace di produrre al massimo opere astratte e incomprensibili ai più. Eppure, ricordarsene, ricordarsi del piccolo artista che abita in ciascuno di noi, tanto più in questo particolare periodo, è un modo per avvicinarsi agli altri, con uno spirito completamente rinnovato, con quella innocenza tipicamente infantile che nessuno dovrebbe perdere mai.

 

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