Le coccinelle volano

Diaframma

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L’esplorazione delle vite altrui, attivata mediante un semplice click, stavolta aveva intercettato il risultato di un altro tipo di click che, a guardarlo, gli contrasse il respiro in una boccata di niente.
Il diaframma, si chiese, è definito muscolo laminare perché, quando la comunicazione delle emozioni sbanda dalla cavità toracica a quella addominale e si prova comunque ad espirare, ti taglia in due come una lama?
Stropicciandosi gli occhi, provò a mettere a fuoco l’evidenza.
L’effetto ottico, dovuto sicuramente ad un’apertura del diaframma non perfettamente commisurata alla velocità di scatto, conferiva al sorriso di lui una luminosità da stella cometa. Era però, appunto, soltanto un’illusione, un espediente scenico adottato per camuffare il qualunquismo di un’immagine da poco, con brillantezza e colori nella realtà latenti.
Dietro, a distanza di pochi centimetri dallo schermo, la parete bianca era un ennesimo diaframma, inconcepibilmente valido a frenare l’impulso di spegnere tutto e fuggire altrove.
“Siamo predestinati ad innamorarci o ci innamoriamo dell’idea di predestinazione?”
La naturalezza con cui poneva domande del genere l’aveva sempre lasciata perplessa, nella misura in cui tradotte da pensiero in suono non apparivano mai naturali e, soprattutto, perché, puntualmente, le ritornavano risposte artificiali.
Ricordarsi del tempo in cui era solita chiederselo in merito a lui non cambiava il risultato, a riprova che l’artificiosità del concetto di eterno, applicato all’amore, fa da corroborante all’accettazione della fallacia, della vacuità e dell’inutilità di tutte le disquisizioni sul destino.
Zoomò sul volto.
A guardarlo adesso, invecchiato da mesi di luce estranea, doveva conciliarsi all’idea che due anime, separandosi, diventano spettri di percezioni oggettivamente atte a comunicare all’anima bisfattratta solo ed esclusivamente sentimenti di assenza.
Non era soltanto la luminosità del sorriso. Ne ricordava di migliori, osservati più netti e meno di taglio.
Era il modo in cui stringeva gli occhi, la circolarità cui il suo sguardo dava vita, stabilendo un confine oltre il quale la sua presunzione, non solo presunta ma anche millantata, di avere un’anima gemella, cessava la propria ragion d’essere. Una circolarità apparentemente inattaccabile e che, di fatto, la escludeva da ogni plausibile o casuale intersezione, perché non esiste un “noi” che non diventi poi “estranei” o, meglio ancora, che non diventi poi un “noi fatto di estranei, a cui il tuo tu non appartiene più”.
Continuò masochisticamente a guardarlo, cercando di tenere a mente che, in un’altra vita, si sarebbe ripromessa di non nutrire mai il bisogno di sentirsi parte di qualcosa di unico ed esclusivo prima ancora di imparare a nutrirlo. Perché, considerato il modo in cui adesso soffocava, non c’era sentimento o emozione che avesse ragion d’essere solo per il romantico attaccamento all’idea che due anime predestinate possono incontrarsi, sfiorarsi, rallentarsi e, separandosi, comunque evitare di perdersi.
La sorpresa di imbattersi in quel sorriso, ossia in qualcosa che non si sarebbe mai voluta aspettare, a meno che lei stessa non ne fosse causa, bastava da sola a non farle  rimpiangere la corazza mantenuta negli anni, in virtù dell’idea che il vero amore è quello che vivi, non quello a cui pensi.
E di quell’idea avrebbe dovuto continuare, ora più che mai, a fare virtù.
Per questo, tirò un ultimo sospiro, si scollegò da facebook e si preparò per uscire.
Se lui continuava a sorridere, un motivo doveva esserci. E che sicuramente si trattasse di un motivo giusto, la cui giustizia mai avrebbe assolto le dinamiche del suo diaframma, non faceva differenza.
Il diaframma è definito muscolo laminare perché, quando la comunicazione delle emozioni sbanda dalla cavità toracica a quella addominale e si prova comunque ad espirare, ti taglia in due come una lama.
Eppure, senza quel taglio, sarebbe impossibile liberarsi dal dolore.

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4 thoughts on “Diaframma

  1. Wow… asettico e stupendamente e maledettamente poetico e lamellare e se provi a respirare leggendo te ci si taglia… 😘 (mi manchi.!)

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