Le coccinelle volano

Prezzo pieno

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Che la ragazza non sia particolarmente sveglia, lo capisco in fretta, poiché, dopo avermi chiesto di cosa ho bisogno, prima mi guarda come se le avessi nominato la polvere di fata, poi sparisce tra gli scaffali per dieci minuti.
Premetto che vado spesso in quella farmacia ed il prodotto di cui ho bisogno, nelle ultime settimane, l’ho acquistato già tre volte, quindi non sono io quella che le ha fatto una richiesta strana, ma è lei quella a cui ancora non è scattata la sveglia.
Torna, passa la scatolina sul display e mi comunica il prezzo. Poi mi pone la domanda fatidica.
– Lei è già cadastrata nel nostro sistema?
– Ecchenesò…boh…ma penso di sì, perché, tutte le volte che vengo a comprare qualcosa, mi chiedete i documenti.
– Mi dia il suo CPF.
Apro il portafogli e le allungò la tessera.
Fa un veloce controllo e con tono quasi trionfante, esclama – E no! Lei non è cadastrata.
A quel punto, parte il terzo grado.
Nome, cognome, data di nascita, indirizzo, casa o appartamento?, numero di appartamento, stato civile, numero di telefono, indirizzo email.
– Qual è il CEP?
– Che cos’è il CEP?
– Il numero della strada in cui vive.
– Ah, ho capito, tipo il CAP. No, non lo so, ma abito a cinquanta metri e suppongo sia lo stesso che vale per la farmacia.
Purtroppo, la ragazza sonnolenta non conosce il CEP della strada in cui ci troviamo. Prima chiede ad un paio di clienti che non ne hanno minimamente idea, poi si ricorda che sta usando un computer e cerca in internet. Poi il computer le si impalla, poi riparte, poi ricerca, poi non trova e nel frattempo pure la pagina in cui aveva inserito tutti i miei dati è scomparsa.
Ed è già passata mezz’ora.
– Scusi, ma è proprio necessario cadastrarmi? Di solito, vengo, prendo, pago e me ne vado.
– Ma se si cadastra ha diritto allo sconto.
– Ah beh… Allora riprendiamo.
Riparte la serie di domande. Ridò le stesse risposte.
– Qual è il CRM del medico che le ha prescritto il farmaco?
– Ecchenesò… Potrei buttarmi a indovinare sul numero di scarpe, ma il CRM… Che domanda è?
Si ricorda di nuovo di stare usando un computer, ma di nuovo le si impalla tutto.
Solitamente, sono molto paziente, ma perdere un’ora della mia vita per portare a casa dieci grammi di gel oftalmico mi sembra troppo. Muovendomi, sbatto il ginocchio contro qualcosa di duro. Abbasso lo sguardo e realizzo che nei pressi del banco ci sono tre sgabellini.
– Guardi, ci vuole ancora un po’, perché non si accomoda?
– No, aspetti, volevo chiederle… Ma di quanto è questo sconto? Perché posso anche pagare il prezzo pieno, basta che me ne vado.
– Intorno al cinque per cento. Ma ormai è quasi fatta, stia tranquilla.
– Così poco???
Ma mi rendo conto che è  una battaglia persa, per cui mi rassegno e decido di sedermi.
I tentativi di cadastro a vuoto si sprecano per un’altra mezz’ora, finché un’altra commessa mossa a pietà dagli abbiocchi della collega assonnata, nonché dal sonno che altrettanto sta colpendo la sottoscritta, interviene e, in due minuti due, sembra aver risolto tutto.
Mi viene porta finalmente la scatolina e mi avvio alla cassa.
La cassiera dev’essere parente della ragazza assonnata perché, per prima cosa, mi chiede – Lei è cadastrata nel nostro sistema?
– Certo che sì! Ho appena impiegato un’ora per poterlo essere!
– Mi dia il suo CPF.
Riprendo la tessera e gliela porgo.
– No, guardi. Lei non è cadastrata, ma se vuole lo sconto, può tornare al banco e in pochi minuti la inseriscono nel sistema.
– Ma vafancul!
(Alla fine il gel l’ho comprato a prezzo pieno)

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