Le coccinelle volano

L’ultimo pezzetto

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Realizzi un ulteriore motivo perché ti facciano santa quando, alle quattro di pomeriggio, completamente digiuna e, di conseguenza, morta di fame, hai solo cinque minuti di tempo per recarti da un posto all’altro. Lungo il tragitto, ti mangeresti gli alberi, i marciapiedi e tutti gli specchietti delle auto parcheggiate. Anche il braccio di qualche passante, ovviamente, ma forse ce l’hai scritto in faccia e tutti ti si tengono a distanza di sicurezza. Poi finalmente arriva la visione, un chiosco di dolcetti, e tra i tanti anche quelli alle arachidi che ti piacciono tanto. Ne acquisti due al volo e, al volo, uno lo scarti e l’altro lo infili in borsa. E così, mentre continui a correre per non arrivare in ritardo, ti sollazzi distribuendo morsi a casaccio alla massa ben burrosa del tuo dolcetto. E ti pregusti il finale, che, come in molti casi, è il momento migliore, quando dal nulla percepisci la sua voce.
– Me ne dai un pezzo?
La tua parte irrazionale ti consiglia di non voltarti, di continuare a correre o di infilarti l’ultimo pezzo in bocca, pure a rischio di strozzarti, dato che ancora non hai mandato giù il morso precedente. Ma c’è un’altra parte di te, quella per cui un giorno potrebbero farti santa, che non resiste alla tentazione o alla curiosità e si volta. E no, non è un mendicante, un bambino, un morador de rua. È un normalissimo ragazzo, ben vestito, in forma e visibilmente meno affamato di te. Ma ormai lo hai fatto, ti sei fermata e hai pure perso un casino di tempo a squadrarlo. Lui punta gli occhi dritti su quell’ultimo pezzo di dolcetto che gelosamente stringi. Tu sai che lo meriti più di lui, ma sullo sfondo intercetti un campanile e ti sorge il dubbio che questa davvero potrebbe essere una prova per mettere a dura prova la tua santità. Perciò glielo cedi. Allunghi la mano e, mentre il suo artiglio rapace ti strappa via l’amato dolcetto, anche se non piangi perché non hai tempo e già sei in ritardo, in fondo in fondo, ad essere precisi dalle parti dello stomaco ancora vuoto, sei commossa eccome.
Certo, potresti rifarti con l’altro dolcetto, ma ormai hai così tanta paura che ti sottraggano anche quello, che fingi di dimenticarti di quanto hai fame.
Perciò riaccelleri il passo e ingoi saliva a più non posso, nella speranza di debellare dal palato e dai denti ogni briciola o granello di zucchero che, rimestandosi, ti restituirebbe l’amato e perduto sapore.
E non ti è di nessun conforto il pensiero che, a finale, hai fatto una buona azione.
Privandoti di quell’ultimo pezzo di dolce, non hai mica risolto il problema della fame nel mondo? E di certo nemmeno il problema della fame che hai tu.

* Foto scattata presso Casa FIAT da Cultura (BH), Almanaque- pinturas de Miguel Gontijo

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