Le coccinelle volano

Desafio

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– Come hai fatto?
Ho tentato. L’unica risposta valida è questa.
Del resto, anch’io ancora mi chiedo come ho fatto, esattamente come me lo sono chiesta il primo giorno, quando la responsabile mi ha aperto le porte,  consentendomi di accedere a quel patrimonio meraviglioso di storia, letteratura e magia dell’Academia Mineira de Letras.
– Mi ricordo il tuo nome. Sei stata l’ultima ad essere selezionata.
Un paio di mesi fa, mi capitò di imbattermi casualmente in un bando di partecipazione ad un’officina di creazione letteraria, amministrata dalla scrittrice Branca Maria De Paula.
Premessa. Ho imparato e continuo ogni giorno ad imparare il portoghese da sola. È un processo lento, sicuramente più difficile di quanto lo sarebbe prendere lezioni da qualcuno che il portoghese lo conosce davvero. Ma è di gran lunga più divertente e poi è una soddisfazione immensa sentirsi dire: “Solo un anno? Ma tu parli benissimo!”. Come tutte quelle cose che, conquistate esclusivamente per meriti propri, hanno un valore ben più alto.
Scrivere il portoghese, però, non è come parlarlo. Ci sono un sacco di accenti in più e un sacco di letterine strane e, in fondo, a parte alcuni scambi di convenevoli tramite messaggio, con provvidenziale supporto del correttore automatico, non è che mi fossero capitate grandi occasioni di scrivere in portoghese. Un’officina di creazione letteraria sarebbe stata l’incentivo giusto per superare l’empasse e cominciare seriamente a cimentarmi.
Compilai il modulo di iscrizione (nome, cognome, data di nascita, indirizzo, perché vuoi partecipare, indica tre libri di tua preferenza) e aspettai a dita incrociate l’esito della selezione. Ah, ovviamente, non essendo richiesto, mi ero guardata bene dal menzionare il fatto di essere straniera e di non aver mai scritto nulla in portoghese. Perché autosabotarmi?
Tra le circa cento domande di partecipazione ricevute, la mia è stata accolta. Per ultima, come non è stato mancato di notificarmi, ma che differenza fa? Entrare in una rosa di quindici persone, su un centinaio di candidati, è comunque motivo d’orgoglio.
Venti ore di corso, suddivise in dieci martedì, dalle sedici alle diciotto.
Ieri, l’ultimo incontro.
Tante nuove idee,  tanto entusiasmo e, soprattutto, tanti nuovi e cari amici.
Ho imparato a scrivere in portoghese nel frattempo? Ovviamente ancora no o, almeno, non ai livelli di Paulo Coelho.
Di errori ne ho fatti tanti, l’uso dei verbi e dei pronomi ancora è improntato sul metodo a casaccio, ma, anche nei momenti in cui mi chiedevo se stavo rubando il posto a qualcuno che sarebbe stato più meritevole o qualificato di me, non ho mai dato spazio ai non posso, ai non lo so fare, ai non ne sono capace.
“Nella lotta tra te stesso e il mondo, appoggia il mondo.” diceva Kafka. E sono d’accordo, ma è un pensiero la cui validità dipende dal tipo di lotta, perché, a prescindere, io sono dell’idea che è sempre meglio appoggiare e credere prima di tutto in se stessi.

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6 thoughts on “Desafio

  1. Vou tentar acompanhar o seu Blog! Fiz italiano no colégio, mas já faz um tempinho! Parabéns pela iniciativa!

  2. Complimenti per la tenacia! E poi se una è brava..è brava😊

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