Le coccinelle volano

Senza nessuna distinzione

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Come ho già scritto, l’altro giorno, mentre passeggiavo in pieno centro, mi sono imbattuta in un matto che lanciava sampietrini e per poco non mi ha colpita.
Non mi ha colpita, appunto. Ma se lo avesse fatto?
Come sarebbe stato interpretato e riportato il suo gesto?
Un ultrà brasiliano uccide a sampietrini un’immigrata italiana?
Un fondamentalista cristiano lapida una donna atea?
In fondo, ormai è davvero facile manipolare, accentuare o colorare la realtà per farne notizia.
Le mie ipotesi sono ovviamente ridicole ed estreme. Del resto, quel folle non aveva alcuna idea del fatto che sono italiana, tantomeno che sono atea. Allo stesso modo in cui io, tuttora, non ho assolutamente idea di chi egli fosse, quale fosse il suo credo, la sua ideologia o la sua etnia. Era semplicemente un pazzo violento ed io, semplicemente, ero la passante nel posto sbagliato al momento sbagliato.
L’unica cosa più o meno sicura è che era brasiliano, poiché l’episodio si è svolto in Brasile, ma questo non significa che, d’ora in poi, penserò che tutti i brasiliani sono violenti, folli, fondamentalisti, razzisti, xenofobi o misogini.
Premesso ciò, non sono certo così stupida o presuntuosa da paragonare quello che non è successo a me, con quello che, invece, è successo a Nizza.
Solo che non mi è chiaro il motivo per cui, a prescindere dai precedenti attentati, il gesto di ieri, che a quanto si legge è stato compiuto da un unico folle, condanni tutti i tunisini, tutti gli immigrati, tutti i musulmani e, tra un po’, pure tutti i camionisti. E mi fa schifo leggere i post di chi inneggia al lancio di bombe atomiche sui paesi nordafricani e mediorientali, auspicando l’annientamento di milioni di persone che, in maggioranza, sono estranee al delirio di pochi folli attentatori e, dunque, innocenti.
È come se, per assurdo, io venissi accusata e condannata a pagare per i crimini fascisti solo perché sono italiana o per i crimini di camorra solo perché sono napoletana.
E questo mio punto di vista non è dettato dal fatto che su quel lungomare non c’ero io, non c’era la mia famiglia e non c’erano i miei amici. Mi rifiuto a priori di dirigere la mia rabbia contro un intero popolo, una nazione o una religione. La mia rabbia ed il mio sdegno saranno indirizzati sempre ed esclusivamente contro chi compie il gesto e, successivamente, contro chi lo strumentalizza, facendone un esempio valido per fomentare e veicolare e giustificare l’odio tra le parti, quali che esse siano.
Giustificare la violenza e la follia, sulla base di una provenienza geografica o di una professione di fede, significa assurgersi a giudici morali dalla parte del giusto, solo perché si è nati altrove e si crede in altro. Ma, purtroppo, la violenza e la follia non fanno distinzione di bandiere, non attecchiscono meglio in alcuni paesi piuttosto che in altri. La violenza e la follia non discriminano e, democraticamente, fanno presa su tutti gli esseri umani, che siano uomini o donne, bianchi o neri, cattolici o musulmani, etero o omosessuali.

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