Le coccinelle volano

Ci vediamo a mezzogiorno

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Non è certo così stupida da pensare che lui sia in ritardo.
– Ci vediamo a mezzogiorno, così mangiamo qualcosa insieme.
Ma si capiva da come non la stava guardando che era una menzogna.
Forse se avesse messo un po’ di rossetto… Solo una persona molto sicura di sé esce di casa senza trucco.
Lei però non è affatto sicura. Altrimenti sarebbe andata via da un pezzo, piuttosto che continuare ad aspettare qualcuno che, ormai sembra ovvio, non arriverà.
Eppure continua ad aspettarlo, anche se, da un pezzo, sono passate le due.

Sassi, piccioni, gas di scarico e foglie morte. Una solitudine che trasforma in un’ennesima compagnia di se stessa, ma nemmeno tanto, se è vero che si vuole tanto male.
La panchina è scomoda, ma non ricorda se lo fosse già quando si è seduta o lo è diventata perché ci sta seduta da troppo tempo. Ogni tanto un passante le getta uno sguardo o un sorriso, che ogni tanto raccoglie, ma in maggioranza lascia andare, perché è evidente la compassione sottintesa.
Non sarebbe male parlare con il ragazzo che adesso si è seduto accanto a lei. Ma lui la ignora e lei fa altrettanto, rimestando a casaccio nella borsa come se stesse cercando qualcosa di molto importante. Poi prende il telefono. È la milionesima volta che controlla se per caso lui le ha mandato un messaggio. Niente. Nemmeno uno squillo, una scusa, una chiamata persa.

Eppure aveva insistito tanto per incontrarla.
– Passo a prenderti domattina alle dieci. Facciamo un giro in centro e mangiamo qualcosa insieme.
A lei non andava. Ma ancor meno le andava l’idea di trascorrere un altro sabato in casa, da sola. E poi da quanto tempo non lo vedeva? Per questo aveva accettato. E alle nove e mezza era già ad aspettarlo sotto casa.
Forse, se avesse indossato quella maglietta rossa… Si capiva da come le aveva detto buongiorno che non gli piaceva  il modo in cui si era vestita. E crede sia per questo che, dopo il caffè, l’ha mollata su quella panchina con la scusa di un appuntamento imprevisto.
– Non preoccuparti, non ci metterò molto. Ci vediamo a mezzogiorno, così mangiamo qualcosa insieme.
Si rigira il telefono tra le mani. Potrebbe chiamarlo lei, ma non vuole disturbarlo. Potrebbe chiamare un’amica, ma non vuole che il telefono risulti occupato qualora lui la chiami.

Il ragazzo, nel frattempo, si alza e va a sedersi su un’altra panchina. Lei controlla che ore sono. Le due e mezza. Rimette il telefono in borsa, si liscia i vestiti, si alza e decide di tornare a casa.
Non ha soldi. Aveva preso cento euro, prima di uscire, perché voleva offrirgli il pranzo. Poi però, subito dopo essere salita in macchina, non ha resistito alla tentazione di fargli un regalo e glieli ha mollati tutti.
Non lo vede quasi mai. Ed è così giovane! E ai giovani i soldi non bastano mai.
Per fortuna, ha la tessera gratuita. Prenderà un autobus per rientrare.
Si sta recando alla fermata, quando riceve un messaggio.

– Scusami, nonna, se non sono più tornato. Purtroppo la Marty aveva organizzato senza preavviso un pranzo con gli altri e non ho potuto dire di no. Ti dispiace rientrare da sola? Magari ti richiamo settimana prossima. Ti voglio bene.

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