Le coccinelle volano

La difficile grammatica dei sentimenti

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Sono giorni di silenzi e di rumori a tratti, attratti e poi respinti, ignorati e poi cercati.
I silenzi sono nuvole e i rumori raggi di sole, che seleziono dal fascio confuso dei suoni, per farne disarmonie in armonia con i miei passi incerti, le mie corse improvvise, il sonno, il risveglio e i non so cosa fare.
Posso fare quello che non voglio fare ma che devo fare.
E il disaccordo tra potere, volere e dovere mi crea disagio, scompenso, squilibrio, perché io non vorrei fare quello che posso fare solo perché lo devo fare. Anzi, forse neanche lo posso fare e mi servo della natura servile del verbo potere, perché mi servirebbe un potere magico per sparire, scappare e tornare, solo quando ci sarà certezza sul finale.
Tempo al tempo, e il mio presente è imperfetto, come la coniugazione di un verbo irregolare e difettivo che non riesce a fare il verso al verso che tutto questo ha preso.
Al contrario del verso giusto, non c’è errore, solo un verso ingiusto.

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6 thoughts on “La difficile grammatica dei sentimenti

  1. usi le parole come se fossero note. Complimenti.

  2. Tutto presente è imperfetto! Tutto nella vita è incerto. Certo?

    • Una meravigliosa contraddizione! L’imperfetto comunica la continuità che, seppur incerta, in una condizione “perfetta”, risulterebbe passata e, dunque, superata e, quindi, irrilevante. La certezza dell’incertezza sul futuro è il maggior incentivo a vivere per scoprirlo. E forse questa è l’unica certezza 😃

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