Le coccinelle volano

Inciampi 

21 commenti

– Forza, non fare la timida. Vai e chiedigli la grazia!

– Ma quale grazia?!

– Come quale grazia? Tutti abbiamo bisogno di una grazia! 

Era il 1999. Per esattezza, l’ultimo mese del 1999. Credevo che di lì a poco sarebbe finito il mondo.  Per questo, in quei giorni, ero sempre euforica.

(Che poi non ci credessi fino in fondo, lo scoprii la sera di Santo Stefano, quando presi una memorabile caduta per le scale. I tacchi, il marmo dei gradini umido e scivoloso e una botta alla schiena che mi lasciò senza respiro per un tempo che mi sembrò infinito e in cui tutto ciò che mi riuscì di pensare fu “speriamo che non muoio adesso, perché voglio vedere che succede nel Duemila”)

A diciotto anni, ero una crepuscolare che incontrava motivi di ludibrio nelle teorie escatologiche applicate al cambio di millennio. Mi era facile inciampare, fisicamente ed emotivamente, su qualunque cosa. Un po’ per caso, un po’ per una scelta legata all’assurda necessità di star male anche e soprattutto se non c’era nulla di concreto per cui stare male. 

In altri termini, a diciotto anni, ero una deficiente e scambiavo la tristezza per depressione, non sapendo che di motivi per deprimermi, in un’età più adulta, ne avrei avuti di veri e davvero. E tutta quella tristezza, immaginata e disperata, mi sarebbe mancata.

Perché i sentimenti vanno vissuti, testati, sperimentati, vagliati e realmente applicati; perché i sentimenti falsamente applicati si disperdono, si sprecano e, quindi, si esauriscono.

L’amore, ad esempio. Incontri quello vero e le emozioni che provi, le parole che dici e vorresti dire non ti sembrano abbastanza. Allora, ripensi a tutte le emozioni che hai già provato, alle parole che hai già detto e pensato, quando credevi o ti illudevi o fingevi fosse amore e invece era qualcosa senza alcun risultato. Ne avresti di più, se le avessi conservate? 

I sentimenti non andrebbero sprecati, né quelli buoni, né quelli cattivi. Si arriva a capirlo col tempo, quando ci si rende conto della difficoltà a sentire qualcosa che, invece, prima, si sentiva anche per niente. Come un’abitudine, un “vizio assurdo”, troppo esasperato e, perciò, dato per scontato. 

Era dicembre del 1999 e, da pochi mesi, mi ero iscritta all’università. La mia facoltà era bellissima e non mi riferisco solo agli argomenti che avevo scelto di studiare. Mi piacevano l’edificio antico, il giardino, il chiostro centrale. Mi piaceva così tanto che, in quei primi mesi, tentavo di mostrarla a chiunque. Mio fratello mi accompagnò a lezione due volte, più spesso il fidanzato di allora e, ogni volta che riuscivo a convincerli, gli amici di ingegneria e economia.

Quel giorno, mi avevano accompagnata mia madre e una sua amica. 

Al nostro arrivo, Napoli era assurdamente tranquilla. Niente bancarelle, poco traffico, nessun clacson suonato a vuoto. Erano spariti persino i bidoni dell’immondizia. 

E il Rettifilo era pieno di uomini in divisa.

– Che succede? – Chiesi ad uno di loro. 

– La visita di Scalfaro. 

– Tanto casino per un ex presidente?

E, infatti, quel giorno, a Napoli, non c’era Scalfaro, ma Ciampi, da poco eletto e in visita con la moglie per la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico. 

Lo incontrammo, a metà mattinata, nei pressi di Via Duomo.
– Forza, mamma, non fare la timida. Vai e chiedigli la grazia!

– Ma quale grazia, Maria Pi’! Finiscila di fare la cretina!

– E dai, ma’, quando ti capita più la possibilità di chiedere una grazia al presidente? Vai su!

– Ma appunto è il presidente, mica è un santo?

– E qual è la differenza? Una grazia è pur sempre una grazia. Che fai la schizzinosa?

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21 thoughts on “Inciampi 

  1. Mi è piaciuto…molto! 🙂
    Un caro saluto
    Carlo

  2. Ma poi l’hai avuta o no ‘sta grazia? Mi hai lasciato la curiosità indosso. 🙂

  3. motivi di lubidro in teorie escatologiche….tre mi piace solo per questo 😉

  4. Sei sempre troppo forte Maria Pia.
    Io penso che nonostante quasi una generazione di differenza (iniziai l’università nel lontano ahimè 2003) , saremmo state grandi amiche. Che inciampiano su QUALSIASI COSA. 🙂

    • Lo saremmo state di sicuro 😊! Ma non di quel tipo che, quando l’una inciampa, l’altra semplicemente l’aiuta a tirarsi su, offrendole braccia e spalle. Cioè, anche questo, ma solo dopo che, per empatia, anche l’altra si è buttata giù per terra, per mostrarle che le è vicina davvero e risolvere tutto con una sonora e sincera risata 😊

  5. Molto bene! Mi è piaciuto.
    È.
    E il presidente non è mai santo! Che tristeza!

  6. non solo simpatico scorcio di in-ciampi fortuiti, ma anche trattato di filosofia escatologica minimale : )))
    ciò che mi ha preso di più è la freschezza della scrittura. inquietante invece l’aura mistica che spesso e volentieri vediamo attorno ai padri/padroni della patria. ad esempio, il simpatico Ciampi è uno dei massimi responsabile degli sfracelli del totalitarismo finanziario moderno, dal divorzio Tesoro Banca D’Italia nel 1981 fino alle cessioni di sovranità economica e monetaria che in tempi più recenti ci hanno portato sull’orlo del baratro… : ((

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