Le coccinelle volano

Ricominciare

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Il disorientamento aiuta a stemperare la nostalgia, quando mi rendo conto che mi sono addormentata al freddo e al gelo di Roma e mi sono risvegliata nel calore pazzo di San Paolo, con i calzini e gli stivali ormai diventati un blocco unico attaccato al corpo e la vagheggiata speranza che, in mezzo a tanto sudore, almeno una cucchiaiata di struffoli, anche solo dai piedi, l’ho smaltita.
Non mi è mai facile partire, non mi è mai facile tornare. E non importa da dove o per dove. Che sia dal Brasile all’Italia o dall’Italia al Brasile, c’è sempre qualcosa dentro che mi si spezza e fa male.

Siamo rientrati ieri mattina, appena in tempo per festeggiare il capodanno. 

Ma come si festeggia il capodanno in Brasile? Non ne avevo idea e non sono sicura di essermene fatta una.

Nel dubbio, segue una Breve cronaca del mio primo capodanno brasiliano

– Tornate il 31 dicembre? Vi va di trascorrere il capodanno insieme?

– Con piacere!

E così ieri sera abbiamo trascorso la serata con una coppia di amici. Dopo piccole negoziazioni occorse a distanza, avevamo scelto di vedere i fuochi d’artificio in riva al lago. Un programma semplice e poco distante da casa, tenendo conto di quanto saremmo stati stanchi per il viaggio. 

Alle nove di sera, ero pronta. Tipico abbigliamento capodannesco: blusina nera, pantaloni neri ed un papillon rosso, ché un tocco di rosso ci vuole sempre. Solo che qui in Brasile ci si veste di bianco e, prima che ne prendessi coscienza,  per tutto il tempo della passeggiata verso il lago, mi sono sentita come un’imbucata ad un raduno di gelatai.

Le tante ore in volo ed il drastico cambio di temperatura mi avevano chiuso lo stomaco. Per fortuna. Perché qui in Brasile il cenone di capodanno è un optional. Solo che anche questo, per me che sono un’italiana, abituata a sedersi a tavola l’otto dicembre e a spostare la sedia per alzarsi all’alba del sette gennaio, è abbastanza traumatico. Niente cotechino, niente zampone, niente lenticchie, ma feijão tropeiro. Sto bene, passo.

La riva del lago era affollata e vociante. Si brindava indistintamente, ognuno come gli va e anche noi, presi dall’euforia, abbiamo stappato la dotazione di vino cileno, esaurendola ben rapidi.

– Ma come faremo a capire quando scatta la mezzanotte? – ho chiesto ad un certo punto. – Si farà un conto alla rovescia? 

No, non si è fatto il conto alla rovescia. Si è continuato a brindare a casaccio, finché, presa da scrupoli di coscienza, ho recuperato il telefono giusto alle 23.59, appena in tempo per vedere scattare la mezzanotte e cominciare a zompettare, ma senza seguito né riscontro, perché l’orologio del mio telefono era regolato male e, quando poi la mezzanotte è scattata davvero, perché sono partiti i fuochi d’artificio, io mi ero fatta già due minuti di festeggiamenti in solitaria e avevo ormai perso l’entusiasmo. 

Mi rimaneva un’ultima opportunità di riscatto: il trenino a ritmo di disco samba, cantando peppeppeppeppeppè, con la sicurezza di sciorinare la sequenza vocalica di a e i o u ipsilon, senza sbagliare la pronuncia. Ma niente, i nostri amici neppure la conoscevano. In compenso, da una vicina festa, giungevano le note della cover brasiliana di “la mia piccola Eva, Eva, il nostro amore è come un astronave,  Eva! Abbracciami di mare dolce piovra, Eva …” e, come un uovo di eternità (?), continuando a non sapere cosa voglia mai dire, ma sapendo per certo che un capodanno così profondamente alternativo non l’avevo mai passato, ho realizzato che, se questo nuovo anno sarà strano, inedito, differente e allegro come lo è stato il suo inizio, sono già a metà dell’opera.

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11 thoughts on “Ricominciare

  1. Evviva l’alternativo dai, proviamo a pensare solo alla possibilità che il cambiamento possa essere positivo, il fatto che tu fossi vestita di nero di notte, ti ha permesso di mimetizzarti senza far notare troppo la tua non-bianca mise già risolto un problema appena iniziato l’anno 😀

    • Ma sì, Francesca! Quando il cambiamento e l’alternativa sono coscienti, vuol dire che qualcosa nel vecchio non andava, perciò viva sempre le novità! Ne auguro anche a te tante di belle e sorprendenti! Ciao 😊

  2. Ormai è stato accertato che Umberto Tozzi faceva consistente uso di stupefacenti (qualche tempo fa ci feci un post sui testi criptici dell’ipertrigotico in questione). Sulla strana sensazione legata alle partenze siamo del tutto allineati

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