Le coccinelle volano

Il primo giorno di scuola

8 commenti

p1000456

– Buongiorno! Sono la vostra nuova insegnante di latino e greco.- Esclamai, cercando di imprimere al mio tono tutta la convinzione possibile.
I ragazzi, fino a quel momento chiassosi, si zittirono e mi ritrovai di fronte un uditorio perplesso e quasi allucinato, dal quale, dopo lo smarrimento iniziale, si staccò una voce che chiese- Ma il prof di educazione fisica oggi non c’è?
– Non lo so. Io, però, sono la nuova insegnante di latino e greco.- E giuro che lo dissi senza più alcuna convinzione.
I ragazzi continuarono a guardarmi con sconcerto, finché arrivò un uomo robusto e abbigliato in tuta, che mi salutò cortese e se li portò via.
Ero entrata nell’aula sbagliata.

Quando, il giorno prima, al telefono, avevano chiesto della professoressa Monda, avevo buttato giù, dicendo che avevano sbagliato numero, perché in casa mia non c’erano insegnanti. Alla seconda, finalmente avevo realizzato e, con non poca emozione, avevo risposto- Sono io.
Mi sarei dovuta presentare a scuola alle otto in punto del giorno seguente. Quattro i convocati. La persona con il punteggio più alto avrebbe ricevuto la nomina.

Avevo presentato la domanda di inserimento nelle graduatorie per l’insegnamento, alcuni mesi prima, più per sport che per speranza. Un po’ come quando si compra un biglietto della lotteria, pur sapendo che le probabilità di vincita sono veramente infinitesimali.  Ma i premi della lotteria esistono perché qualcuno li vinca, giusto?

La sveglia, per me e mio padre, quel giorno suonò alle tre. Il treno partiva alle quattro e ventisette da Napoli. Un accelerato che di accelerato aveva solo il nome, perché quando arrivammo a Roma era giorno pieno.
All’appello, ci presentammo in due e, sebbene di punti io ne avessi sempre raccolti e presi un sacco (ma nei posti sbagliati), l’altra ragazza ne aveva più di me. Solo che lei già lavorava per CEPU, la cattedra era di sole undici ore e, a conti fatti, disse che non le conveniva accettare.
– Allora, lei cosa fa? Accetta?- mi chiese la segretaria.
Era fatta. La nomina era mia.
Corsi ad avvisare mio padre, che nel frattempo, era rimasto in strada in attesa di notizie.
– Mi hanno presa, papà! Ho ottenuto la supplenza!
– Quando devi tornare?
– In realtà, ho lezione già adesso. Quattro ore. Mi aspetti qua?

Era il 30 gennaio del 2007 e, nonostante siano trascorsi dieci anni, dalla prima volta che mi hanno chiamata “professoressa”, le cose che vorrei imparare ancora superano quelle che potrei insegnare.

Annunci

8 thoughts on “Il primo giorno di scuola

  1. Complimenti, soprattutto per la chiosa finale, nella quale mi riconosco totalmente.

  2. la tua chiusura è il mio motto. devo sempre imparare qualcosa di nuovo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...