Le coccinelle volano

L’importanza di una X

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La separazione e la distanza, il distacco e la disillusione, la mancanza e, di conseguenza, l’assenza, rappresentano l’interfaccia negativa di una controparte positiva che si pone come termine di paragone e confronto per valutare appieno la portata della propria solitudine. Se, d’altra parte, la controparte non esistesse, la separazione e la distanza, il distacco e la disillusione, la mancanza e, di conseguenza, l’assenza, si porrebbero quali realtà assodate e, di conseguenza, la solitudine finirebbe con il non avere alcun valore.

Sono pressoché convinta che, a prescindere dal numero di persone di cui riusciamo a circondarci, ciascuno di noi, a suo modo, elegge un proprio personalissimo referente cui destinare, in momenti particolarmente topici, il proprio pensiero.
Mi riferisco a quella persona  il cui parere seppur non espresso e, dunque, ignoto continua, quotidianamente, a starci a cuore.
Quella persona X, che non importa chi è, com’è, dov’è, ma per cui capita spesso di chiedersi “chissà cosa mi avrebbe detto X in questa circostanza”, “chissà cosa ne penserebbe X a riguardo”, “chissà se in questo momento X sarebbe orgoglioso di me”.
E, soprattutto, “chissà se pure X ogni tanto sente la mia mancanza”.

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16 thoughts on “L’importanza di una X

  1. ci sono passato giusto qualche mese fa
    ho preso una x e l’ho tracciata su di una persona cui pensavo continuamente
    ho fatto di più: ho modificato le mie abitudini per stare il più possibile in simbiosi con la x
    ovviamente ho preso una batosta mitica e grazie ad un’amica che mi ha schiaffeggiato ne sono uscito
    allora, mi sono chiesto: vale la pena soffrire e rimanere senza niente in mano?

    • Se ne vale la pena? Assolutamente no. Ma, poiché l’inevitabile non si può evitare e il niente a volte brucia più di tante cose, si aspetta che passi e, col tempo, lo si prova a trasformare in qualcosa di positivo. Tu hai scritto che hai modificato le tue abitudini. Mi sembra già qualcosa o, comunque, un primo passo. Magari un giorno diventerà un ricordo che non fa più male.

      • lo è già un ricordo indolore, ma è stata dura uscire da questa dipendenza da x.
        la lezione che ho imparato è di avere fiducia in me stesso sempre, anche quando mi vedo all’opposto di come vorrei essere
        le dipendenze vanno evitate

      • ☺ mi viene da sorridere, perché una volta un’amica mi disse esattamente questo: “tu vivi tutto come una dipendenza.” La fiducia in se stessi è importante. Forse lo è anche smettere di volersi in un determinato modo. Io, per esempio, ho cominciato a considerare i miei difetti come una fonte di unicità. Alla fine, ci si può voler bene anche quando vi si prenderebbe a schiaffi.

      • hai ragione: anche i nostri difetti sono delle qualità
        e la perfezione non esiste.
        🙂
        sei sulla strada giusta per fare un bel salto di qualità

      • Un passetto per volta. Ho troppo poco equilibrio per saltare. Sicuro mi sfracellerei 😄 Comunque, credo sia sulla buona strada anche tu. È solo continuare per quel cammino. Ciao!

      • ormai la strada è davanti a noi e dobbiamo solo percorrerla.
        ciao alla prossima

  2. Così vero. Ogni separazione da una propria X comporta una serie di dolori indescrivibili, che però si trasformano da negativi a positivi non appena capiamo che quella X ha contribuito a dare un senso alla nostra vita. La X che ognuno di noi elegge a giudice inconsapevole dei propri gesti, dei propri scritti, delle proprie parole ci aiuta a vivere con più consapevolezza la nostra vita, anche se il suo sguardo non si poserà mai più, davvero, su di noi. Resta un modo per ricordare a noi stessi che è esistito, esiste e possibilmente esisterà ancora qualcuno che possa davvero capirci, qualcuno che reputiamo degno di poterci osservare e giudicare.

  3. Se si sceglie bene vale sempre la pena di tracciare una X, e poi e’ il nostro istinto che nomina la x a riferimento
    ml

    • Leggendo il tuo commento, ho improvvisamente realizzato che le x ricordano anche i punti di sutura per le ferite vaste e profonde. E, per quanto “crudele” sembri il confrontro, penso rafforzi il concetto che ogni X vale la pena. Ciao!

  4. se una persona diventa una X, ci sarà dolore ma poi si capirà perché lo è diventata. La solitudine non è mai sopportabile senza che sia accompagnata da un dolore.

    • Credo dipenda dal tipo di solitudine. Alcune sono dolci, piacevoli, necessarie e non implicano sofferenza. Così come le persone possono diventare X per svariati motivi. Ma quando una X si pone come riferimento, anche a ritroso, allora si comprende che non era e non è una semplice variabile, ma la variabile che ha dato un senso ad una parte importante della nostra “equazione” esistenziale.

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