Le coccinelle volano

Qui è normale

9 commenti

Qui è normale. Provi a convincertene, provi a non pensarci e chiudi il giornale, lo pieghi e lo abbandoni sul fondo della borsa.
Qui è normale. Ma è una convinzione che non regge e, al confronto con le mille tue altre, si sgretola e lascia aperto un varco attraverso cui i pensieri si infilano dritti nel luogo d’origine dei ma e dei se. Che poi non serve a nulla e lo sai. Eppure…
C’è scritto che l’hanno buttata giù dall’autobus in corsa, che ha battutto la testa e che dopo due giorni di agonia è morta. Aveva ventisei anni. Forse qualche volta vi eravate incrociate. Chissà. Sedute di fianco o in piedi, in procinto di salire o in discesa, sotto la pensilina della fermata, a ripararvi, con l’ombra, da quel sole che lei non potrà mai più vedere. Un sorriso, uno scambio di sguardi come ne scambi tanti.
Lo stesso autobus, lo stesso tratto, la stessa ora. Solo il giorno era diverso. Il giorno dopo. Perché tu quell’autobus lo prendi ogni lunedì e quanto riporta il giornale è successo di martedì.
Ti riprometti di dimenticartene, di non fartene un peso, di non raccontare nulla. Basta un sospiro di sollievo, in fondo. Un sospiro egoista, quel sospiro che non si dovrebbe mai tirare, neppure in casi come questo, perché cos’altro, se non il caso, ha voluto che nel posto sbagliato, al momento sbagliato non ci fossi anche tu?
Dicono che qui è normale che tre uomini armati assaltino un autobus di linea e minaccino, derubino e uccidano persone qualunque, persone come te, che vanno a lavoro, che rientrano a casa, in una strada centrale, in un orario di punta.
Dicono.
Oggi, però, tu riprenderai quello stesso autobus. Perché per te non è normale. Perché per te è più normale pensare che cose del genere non possano e non debbano accadere.

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9 thoughts on “Qui è normale

  1. La normalità che non ha nulla che dovrebbe essere la norma…e neanche l’eccezione!

    • A volte è difficile anche solo cercare di capire, caro Romolo.

      • Forse dovremmo smettere di leggere i giornali, di guardare la tv e visitare i social….Hai letto di quell’italiano che a Londra ha ucciso un uomo e poi, ispirandosi ad una serie tv, voleva disfarsi del cadavere sciogliendolo in non so quale acido? C’è da chiedersi davvero quanto gli organi di informazione diventino amplificatori degli orrori e creino fenomeni di emulazione

      • Io me lo chiedo spesso. È per questo che evito il più possibile di guardare la tv e gli unici giornali che mi capita di sfogliare sono le copie delle edizioni gratuite, che distribuiscono ai semafori. Il resto mi arriva tramite i social. E non perché non mi interessi informarmi, ma perché non voglio abituarmi all’orrore quotidiano, assuefarmi a questo tipo di notizie. Quella che tu hai menzionato non l’ho letta, ma penso di aver presente la serie da cui è tratta, insieme a molte altre che, sebbene molto acclamate da pubblico e critica, ho smesso di guardare, ovviamente non per scongiurare da parte mia un qualche pericolo di emulazione, ma, di nuovo, per non assuefarmi ad un abuso violento di immagini e scene cruente. Un modo per salvaguardare la mia sensibilità, così da non dover mai considerare normali questi episodi.

  2. non è mai normale quello che hai scritto. semmai la normalità è prendere l’autobus che ti porta la lavoro, a casa, a divertirti.
    Il resto è semplice violenza

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