Le coccinelle volano

Le persone brutte sono come il mal di denti

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Non provo mai rancore nei riguardi delle persone. È uno dei miei punti di forza. Antipatia, fastidio, in casi estremi, persino disgusto, ma, quando succede, non sto a perderci molto tempo e, con estrema facilità e nonchalance, prendo le distanze sia da questi sentimenti, sia dalle persone che me li procurano.

La possibilità di prendere le distanze non sempre però è concessa. Ci sono circostanze in cui, gioco forza, certe persone  si è costretti a tenersele tra i piedi.

Se mi chiedessero di menzionare una persona il cui solo pensiero, scavando oltre il muro di indifferenza di cui sono brava a cingermi, sia in grado di scatenarmi una cacofonia orchestrale di sentimenti gotici e ancestrali, la prima a venirmi in mente sarebbe sicuramente CdA (e mentre lo scrivo mi rendo conto che pure le sue iniziali mi stanno sulle scatole).

Per cinque anni interi, salvo assenze, pause estive trimestrali e interruzioni natalizie invernali, fui costretta a passare cinque ore dei miei giorni sotto il suo stesso tetto, che poi era il tetto della scuola, perché CdA stava in classe con me al liceo.

Non mi dilungherò sui motivi per cui tra di noi corresse una sana e robusta ostilità. Sono cose vecchie e superate, alcune neanche mi sovvengono, e poi non sono certo così infantile da scrivere che CdA era una stronza, bugiarda, imbrogliona, raccomandata e morbosamente invidiosa del fatto che fossi più brava di lei.

Tant’è che anni dopo, parecchi anni dopo, quando ormai non ci vedevamo dal diploma ed io mi ero totalmente dimenticata anche di che faccia avesse, una sera che una mia amica mi chiamò per chiedermi di uscire in gruppo con altre amiche a bere qualcosa e nel farlo mi chiese: “Sai, stasera viene pure CdA. Per te è un problema?”, risposi che no, non c’era alcun problema. Avevo relegato quell’ostilità ad un tempo andato. Io e CdA non eravamo più in competizione. E poi, se ero cambiata io, probabilmente anche lei lo era e, magari, dopo tanto tempo, avremmo potuto persino trovarci simpatiche.

Non andò così. 

Quando, quella sera, CdA arrivò (in ritardo, su questo non era cambiata), nel mentre noialtre si era già raggruppate fuori ad un bar che credo nemmeno più esista, io le sorrisi e, se ne avessi avuto l’opportunità, salutandola, mi sarei potuta anche spingere a stringerle la mano. Lei, invece, dopo avermi riconosciuta, si piantò sul marciapiedi come un gatto sull’asfalto abbacinato dagli abbaglianti di un camion. Rimase così, un po’ vitrea un po’ epilettica, per un minuto buono. Poi chiamò in disparte l’amica che mi aveva invitata e, secondo quanto mi fu riferito, le fece un cazziatone corredato dall’ultimatum “o se ne va lei, o me ne vado io”. Se ne andò CdA. Non so se fu la mia amica a scegliere o lei stessa. A me la cosa sembrò parecchio eccessiva. Avercela ancora con me per questioni relative a voti, compiti in classe e risultati finali (visto che non mi pare di averle mai fatto qualcosa di crudele o che comunque svicolasse dall’ambito scolastico), mi sembrò un comportamento fuoriluogo per una persona ormai adulta. Ma archiviai l’evento sotto gli esempi di lungimiranza e avvedutezza che, a quanto pare, sempre avevo avuto nel riconoscere le persone buone e quelle negative, tipo CdA.

Da quella sera, non ho avuto più modo né di incrociarla, né di intercettarla, nemmeno di traverso o di sguincio. Il che è una cosa positivissima. 

Perché le persone brutte sono come il mal di denti. Quando ci stai, non vedi l’ora di liberartene, quando te ne liberi, te ne dimentichi, ma quando ritornano, non puoi fare a meno di chiederti come avessi fatto a dimenticarti di quanto fossero brutte.

Ieri ho superato un mal di denti, oggi mi sono dovuta ricordare di CdA.

Ero sveglia da poco quando una mia amica, la stessa che quella sera di anni fa mi aveva invitata ad uscire, mi ha inviato questo messaggio: “Ciao Mary, come stai? Mi ha contattata CdA su fb, chiedendomi di girarti questa foto, che ha trovato tra le sue cose.”

La foto è quella sopra. La bambina in foto sono io. Come e quando CdA sia entrata in possesso di quella foto non ne ho idea. Cosa ci abbia fatto per tutti questi anni, figurarsi. L’ho ingrandita per vedere se ci sono fori di spillo ma non sembra. Però in foto ho la bocca aperta tipo visita dentistica. E questa cosa non mi lascia affatto tranquilla.

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29 thoughts on “Le persone brutte sono come il mal di denti

  1. Un po’ mette ansia questa cosa della foto, è un gesto quasi minaccioso, non amichevole 😅
    Comunque sul fatto che le brutte persone sono come il mal di denti son più che d’accordo. Trovo sempre buffa la gente che in età adulta se ti vede cambia strada o scappa, che voglio dire, siamo grandi, mica ti prendo a capelli…

    • Guarda, io lo so che devo smetterla di essere scaramantica, ma a me è venuta la pelle d’oca quando ho visto la foto! E sì, davvero le persone che scappano sono ridicole. Ma finché vale per tenersi al riparo dalla loro follia, meglio così! Ciao 😊

      • Ti capisco, perché sono scaramantica pure io e infatti non la trovo una cosa carina!! Cancella tutto, meglio non pensarci, è che la gente cattiva mette sempre un po’ i brividi.
        Che poi è vero,meno li vedi certi individui meglio è. Buona serata 😁

      • Farò così 😉! Buona serata anche a te ☺!

  2. voodoo 😂

  3. 😂😂😂 occhio!! A parte gli scherzi sei uno spasso!! 😊

  4. Ma veramente dopo i 16 anni ci sono ancora persone che dicono “o se ne va lei o me ne vado io”?
    Capisco tutto ma suvvia, un voto più alto o una gelosia scolastica per quanto si potranno mai trascinare, dopo un pò non si logora un pò tutto?
    La foto è carinissima in realtà, sai che a me fa pensare a qualcosa del tipo lei con la foto che si ripete “ma guardala, ma come è vestita? ma come è pettinata? ma che faccia ha?”, tutte accuse che in media si sentono dall’asilo alla terza elementare, quando non si hanno altri motivi validi per sparlare di qualcuno…

    • Avrei potuto interpretarlo come un gesto carino. Avrei potuto ringraziarla.
      “Ho trovato questa foto ed ho pensato potesse farti piacere riceverla”. Un messaggio semplice, diretto, inviato direttamente a me, che sono contattabile su fb tanto quanto l’altra amica. Non avrei certo replicato “Sì, ok, ma tu rubavi le frasi dal mio diario e le inserivi nei tuoi compiti di italiano”. Se poi ha pensato questo, beh, è grave.
      Ad un certo punto, davvero, i sedici anni dovrebbero rimanere dove sono, cioè indietro di vent’anni.
      Quando ciò non accade, è inevitabile farne dell’ironia.

  5. Vorrei scrivere qualcosa di incoraggiante ma un po’ di paura è venuta anche a me. Però noi siamo razionali e, alla fine, mica ci crediamo in “queste cose”…vero?? 🛠💣⚙️

  6. Dicono che le doglie siano un male ‘desmentegon’, dimenticone tradotto, perché una volta trascorso non lascia strascichi e lo dimentichi… posso confermare, mentre del mal di denti non posso dire molto, perché non ne ho mai sofferto, se non che sono contenta che tu stia meglio.
    Quanto alle persone sgradite, finché sono distanti è facile dimenticarsene, ma quando ce le si trova di fronte si può non essere in grado di comportarsi come se non fosse accaduto nulla…

    • Credo che la differenza tra i due dolori stia nel risultato. Nel caso delle doglie, che non conosco, una volta superato il dolore, in teoria, subentra una gioia immensa. Nel caso del mal di denti, una volta superato il dolore, subentra la parcella del dentista che è uno strascico doloroso quasi quanto il dolore in sé 😉.
      Quanto alle persone sgradite, molto dipende anche dal motivo per cui lo sono. Con alcune, la reazione più naturale è l’indifferenza; con altre, con quelle che fanno ribollire il sangue, è un po’ più difficile.

  7. L’indifferenza è il risultato di un distacco sufficientemente lungo … altrimenti è eleganza!

  8. capita, capita di avere a che fare con persone brutte – io le definisco odiose . Non sono del tipo rancoroso ma ricordo gli sgarbi o le sensazioni negative a contatto con le persone.
    Strano che CdA abbia conservato una tua foto, di molto anteriore al vostro vicinato – liceo – Chissà come e chissà perché. Ma ancor più strano è il fatto che te l’abbia fatta recapitare per interposta persona. Non per pensare male – ma a volte ci si prende – io sarei un tantino sulle spine, perché CdA mi sembra capace di tutto, anche di sparlare di te.

    • Anche io, come te, non sono rancorosa, ma provo molta insofferenza, quando sono costretta ad interfacciarmi con persone che non sopporto. Sulla foto, la spiegazione che mi sono data, è che, all’epoca, possa essermi sfuggita dal diario (usavo delle Smemoranda enormi in cui infilavo di tutto) e lei possa averla recuperata o presa volontariamente, chissà. Resta il fatto che non ho capito per quale motivo, dopo quasi vent’anni, abbia sentito l’esigenza di farmela recapitare. Evito di pensar male (pure se anch’io credo ci si prenda), perché davvero non ho più contatti con lei dal ’99, né ho voglia, curiosità ed interesse a riallacciarli. E, invio della foto a parte, mi auguro per lei sia lo stesso 😉.

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