Le coccinelle volano

Il blocco delle interruzioni

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Era brava a non farsi prendere dall’ansia. Che senso avrebbe fasciarmi la testa prima di rompermela? Pensava spesso. E se poi non me la rompo? Se anziché una botta mi arriva una carezza? Finirei col rimpiangere tutta quella garza e cerotto sprecati invano. 

Eppure, Olga si rese conto che, quel giorno, sarebbe stato davvero difficile prendere con filosofia il trascorrere del tempo, in attesa che le arrivasse la risposta. Perché quel giorno, appunto, era il giorno che da settimane aveva cerchiato di rosso sul calendario appeso in cucina. Il giorno in cui la segretaria le aveva assicurato la comunicazione dei risultati. 

Sarebbero arrivati tramite e-mail. Per questo, fin dal risveglio- aveva aperto gli occhi all’alba- non aveva mollato neppure per un attimo la presa sul cellulare. Qualunque notifica poteva significare l’arrivo del messaggio che stava aspettando.

Il primo messaggio le arrivò alle 7.28. Troppo presto, rifletté ed, in effetti era la solita immaginetta di buongiorno da parte di Cristina, che a tutte le ore, si sentiva in dovere di augurarle qualcosa. Buongiorno, buonasera, buonanotte, buon appetito alternati ad una serie di contenuti di poco contenuto, sintetizzati in catene di testo, immagini, video e file audio, di nessuna utilità e che Olga eliminava ogni volta con solerzia, perché non le si intasassero la memoria del telefono. 

Un nuovo trillo alle 7.42. Ancora troppo presto, ma controllò. La solita immaginetta di buongiorno da parte, stavolta, di Giovanna, che, proprio come Cristina, a tutte le ore, si sentiva in dovere di inviarle messaggi totalmente inutili. Ma, cacchio, qualche volta potreste anche chiedermi come stai.

Fino alle 9 fu un continuo squillare. Olga si apprestava a controllare e, nulla, solo stronzate. 

Verso mezzogiorno, le arrivarono quattro notifiche successive. Cristina, Giovanna, Giovanna, Cristina. Non l’e-mail che stava aspettando. Eccheppalle!

Quando il telefono squillò di nuovo, intorno alle dodici e mezza, il cuore le perse un battito. L’orario è ragionevole, sarà l’e-mail con i risultati. Di nuovo Cristina e i suoi messaggi spam. In questo, si raccontava della recente invenzione di un vaccino anticancro. Sì, perché il cancro è come l’influenza. Ma ‘sta ignorante! 

Di puro istinto, cliccò sulla rubrica, fece scorrere tutti i contatti e, dopo un breve istante nel quale si chiese se non era una decisione troppo avventata, fugò ogni dubbio. Le avrebbe bloccate entrambe. Niente più stronzate da parte di Cristina, niente più stronzate da parte di Giovanna.

Il cellulare tornò muto per un buon tempo che impiegò facendo biscotti. L’e-mail che aspettava le arrivò alle quattro del pomeriggio. Lamentiamo comunicarle che purtroppo gli esami hanno dato un esito negativo. Maggiori dettagli nel documento in allegato.

Pianse senza interruzione nessuna e di nessuno. Quando si sentì pronta per asciugarsi gli occhi, riprese il cellulare, aprì di nuovo la rubrica, fece scorrere tutti i contatti e sbloccò sia Cristina che Giovanna. Una stronzata qualunque era ciò di cui adesso aveva bisogno per tirarsi un po’ su.

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19 thoughts on “Il blocco delle interruzioni

  1. Eh sì, a volte servono soprattutto quelle

  2. Basterebbe una via di mezzo, ma poi si arrabbiano se glielo fai notare

    • Ma infatti farlo notare secondo me è inutile. Alcune persone proprio non se ne accorgono o, forse, non gli importa. Ho la sensazione che inviano cose a casaccio, tanto per dare qualcosa, giusto per usare la connessione dati e usurare il telefono 😉.
      Personalmente, trovo che il cellulare sia un’invenzione fantastica per il modo in cui ci tiene in contatto, in varie forme, con gli altri. E come la protagonista del racconto, sono sempre curiosa quando arriva una notifica. Solo che, il più delle volte, sono cose inutili da parte di persone che non provano mai ad imbastire un dialogo serio. L’unica differenza è che io il coraggio di bloccare qualcuno proprio non ce l’ho.

  3. Io non blocco… io nascondo! Mi disintossico e dopo un po’ mi accorgo che sono senza, che non ne ho sentito la mancanza… vado a sbirciare… riabilito… e poi mi ricordo che le persone non cambiano!!!

    • Si può nascondere anche su WhatsApp? Perché di solito è quello lo strumento malvagio che i trasmettitori seriali di catene di Sant’Antonio usano per importunare il prossimo. Quanto a Facebook, invece, negli anni ho nascosto tante persone. Ma non sono mai tornata indietro a sbirciare. Do per scontato che non siano cambiate 😉

  4. ok, stavolta mi hai commosso dalla tristezza 😢 passa sul mio ultimo post se ti va treasure ❤

  5. We Zapp e i suoi gruppi sono diabolici. Dovrebbero mettere opzione, “esci dal gruppo senza farlo sapere agli altri”. 😂😂😂

  6. è vero. V’è gente che ha la mania compulsiva di mandare banalità a qualunque ora. Però aspettava qualcosa di più. L’esito di un esame che ha dato ‘Ci spiace ma gli esami hanno diagnosticato un …” ma forse era un esame della gravidanza, visto l’esito negativo.

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