Le coccinelle volano

Amiche d’infanzia

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Quando si erano formati i gruppi, Rosanna aveva tenuto le dita incrociate affinché qualcuno la invitasse. Proporsi? Era troppo timida per farlo, per chiedere e affrontare la paura di ricevere in cambio un rifiuto.
Mani nascoste sotto il banco, Rosanna aveva osservato con invidia l’entusiasmo aggregante dei suoi compagni. Quando rimase l’unica esclusa, non si sorprese. Non era carina, non era brillante, non era niente. Era logico che nessuno la volesse.
Dovette intervenire la maestra.
– Rosanna, tu farai parte del gruppo di Giulia, Antonella e Clara.
No, per favore, pensò Rosanna.
No, per favore, pensarono in contemporanea Giulia, Antonella e Clara.
Ma le decisioni della maestra erano insindacabili e nessuna di loro provò ad opporsi. Quel pomeriggio, si sarebbero riunite e avrebbero svolto il lavoro insieme.

Non impiegarono molto per concluderlo. Grazie a Clara, la più brava della classe, dopo poco più di un’ora, avevano già messo il punto al lavoro di ricerca sulle origini ed il significato dello stemma della loro città e, molto probabilmente, si sarebbero aggiudicate anche il voto più alto.
Poterono perciò impiegare le ore avanzate, facendo ciò che preferivano, ossia giocare.
Pioveva, ma la casa di Giulia aveva un porticato sufficientemente grande perché potessero stare all’aperto senza bagnarsi.
Si stavano divertendo. Persino Rosanna, vinta la timidezza,  cominciava a sentirsi a suo agio. Si rese conto che non erano poi così male le sue compagne. Nonostante l’avessero sempre esclusa e presa in giro, durante quel pomeriggio di tregua, si accorse di quanto fosse piacevole far parte di un gruppo, avere delle amiche.
Giulia, la padrona di casa, era la più carina; Antonella, migliore amica di Giulia, era la più vivace e sveglia; Clara, come già detto, era la più brillante e, a soli nove anni, era già convinta che, da grande, sarebbe diventata un chirurgo cardiovascolare di successo, proprio come suo padre.
All’inizio, avevano giocato a nascondino. Rosanna si era accorta che, durante la conta, le altre avevano barato affinché toccasse a lei “stare sotto”, ma non aveva detto nulla. Non voleva si arrabbiassero e, per non dare loro nessun motivo per riprendere a trattarla male, anche se, ad ogni turno, riusciva ad individuare ciascuna nel proprio nascondiglio, continuava a fingere di perdere.
Le altre non sospettarono minimamente che quella di Rosanna fosse solo una strategia per farsi benvolere. Pensarono semplicemente che era stupida e, dopo tre turni, annoiate, decisero di cambiare gioco.
– Che facciamo adesso? – Chiese Antonella.
– Giochiamo ad Amici!- propose Giulia.
– No, dai! È un gioco stupido e io non so ballare, né cantare.- Si oppose Clara.
– Invece è un’idea bellissima! – Disse Antonella. – Dai, dai, giochiamo.
– Ma a me non va!- brontolò Clara.
Rosanna, nel mentre le altre discutevano, non disse una sola parola. Non aveva mai giocato ad Amici, ma immaginava fosse una specie di gara di canto e ballo, come in quel programma che trasmettevano alla tv.
– Facciamo decidere a Rosanna! – Esclamò improvvisamente Giulia.
Rosanna rimase bloccata. Non sapeva ballare, non sapeva cantare ed avrebbe appoggiato Clara, ma… Clara era molto meno popolare di Giulia e Antonella ed era la loro opinione quella che davvero le stava a cuore, perciò, senza più nessuna esitazione, disse- Va bene. Giochiamo ad Amici!
Giulia e Antonella non si trattenero dall’emettere gridolini di gioia. – Brava Rosanna!
Clara, invece, la guardò in cagnesco, poi abbassò lo sguardo e si arrese- Ok, come volete voi. Chi comincia?
– Secondo me, dovrebbe cominciare Rosanna – disse Antonella. – Se avessimo continuato a giocare a nascondino, sicuramente starebbe ancora perdendo. Non trovate?
Tutte, ad eccezione di Rosanna, si scambiarono uno sguardo di intesa e scoppiarono a ridere.
Quando tornarono serie, Rosanna timidamente chiese- Cosa devo fare?
– Vai là- disse Giulia, indicando uno spazio nei pressi delle scale, libero dai vasi e dall’enorme tavolo, che occupava gran parte del porticato.
Rosanna raggiunse il punto indicatole.
– Allora- continuò Giulia – tu sei la concorrente e noi siamo i giudici. Forza, andiamo a sederci al tavolo.- disse rivolgendosi ad Antonella e a Clara.
Quando le tre si furono accomodate tutte sullo stesso lato, Giulia proseguì. – Adesso noi scegliamo una canzone. Tu ti esibisci, cioè canti e balli, e alla fine ognuna di noi ti dà un voto. Hai capito?
Rosanna fece un cenno d’assenso col capo.
– Che le facciamo cantare? – Chiese Antonella, rivolgendosi alle altre sedute al tavolo.
– Che ne dite del Ballo del qua qua?- propose Clara.
– Sì! Sì – esclamarono le altre due, emettendo i loro soliti gridolini di gioia.
Rosanna non disse nulla. Abbassò il capo e cominciò a stropicciarsi le mani, bilanciando il proprio peso prima su una gamba, poi sull’altra.
– Sei pronta? – Le chiesero.
Rosanna rimase ferma ancora un po’, poi trovò il coraggio per alzare la testa. – Per favore, Giulia, posso andare al bagno?
La stava trattenendo già da un tempo. Non aveva detto nulla per non interrompere il gioco, ma ormai non ce la faceva più. – Per favore… – Mormorò.
– No. – rispose a sorpresa Giulia. – Il programma è già cominciato. Potrai andare al bagno solo durante la pubblicità.
A quelle parole, Antonella e Clara applaudirono, ridendo forte.
– Vi prego..
– Facciamo così – propose Clara. – Canti e balli solo un pezzettino e, se ci piaci, ti lasciamo andare al bagno.
– Ma non ci riesco..
– Muoviti! Forza! Questo è il ballo del qua qua! Canta! E di un papero che sa…
Tutte insieme- Fare solo quando qua qua più qua qua qua…
Rosanna cominciò a muoversi piano, l’espressione distorta dallo sforzo di non farsela sotto. – Questo è il ballo del qua qua– canticchiò a stento, accompagnandosi con un goffo movimento di braccia. – Va bene così? Per favore, non ce la faccio più.
– Voi che dite, ragazze?- Antonella chiese, rivolgendosi alle altre.
– No.- disse Clara. – Per me non sei stata neanche accettabile.
– Per favore…- continuava a implorare Rosanna, contorcendosi con le mani premute sulla pancia.
– Guardatela! Sembra una scimmia!
– Balla scimmia!
– Sì, balla! Balla come nella canzone! Muoviti!
Giulia, Antonella e Clara erano in preda al delirio. Ridevano, urlavano cantavano- La scimmia nuda balla- e di nuovo ridevano a crepapelle.
Rosanna non ce la fece più a trattenerla. Il liquido caldo prese a scivolarle lungo le gambe. Ai suoi piedi si formò rapidamente una pozza simile a quelle che la pioggia formava nel giardino poco distante.
Le altre continuavano a ridere senza controllo. Neppure si accorsero che Rosanna,  con gli occhi bagnati quanto i pantaloni, aveva cominciato a cantare e a ballare – La folla grida un mantra, l’ evoluzione inciampa, la scimmia nuda balla…
Quella canzone le piaceva e intimamente sperava che, se avesse finto di divertirsi, prima o poi l’avrebbero smessa di prenderla in giro.

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15 thoughts on “Amiche d’infanzia

  1. Ma sai che sotto sotto sei un po’ perfida? 😘

  2. Perfidi come possono essere solo dei bambini!

  3. Sono cose tremende che si ripercuotono in ogni generazione…e, per ogni genitore, il loro figlio è “sacro”

    • Uno dei libri più spaventosi che abbia mai letto è, paradossalmente, una storia di bambini.
      Le bambine di questo racconto rappresentano tipologie differenti di future persone, che potrebbero appartenere tanto alla mia generazione, quanto a quella attuale.
      I genitori giustificazionisti sono tremendi quasi quanto le cose che fanno i loro figli. Ma, bisogna tenere a mente che, purtroppo, in gruppo (nel branco), anche il bambino più buono diventa un carnefice.

  4. un bel post che è anche una forma mascherata di mostrare un bullismo verso la persona più debole. Rosanna pur di ingraziarsi le amiche se la fa a dosso.
    Bello il post.

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