Le coccinelle volano

Rasoio di Hanlon

24 commenti

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Non attribuire a cattiveria ciò che puoi facilmente spiegare con la stupidità è il principio metodologico sulla base del quale si impiantano molte delle mie concezioni esistenziali e che io credevo essere un qualcosa di mio soltanto e di mia personalissima invenzione, ma che in realtà qualcuno aveva già codificato e brevettato, guarda caso nel 1980, cioè un anno prima che io nascessi, giusto per darmi il benvenuto al mondo e per fornirmi gli strumenti necessari per tirare avanti.
Questo principio metodologico si chiama “Rasoio di Hanlon”
Non si sa bene chi fosse Hanlon, ma io penso di essere in grado di tracciare un breve profilo del personaggio e di fornire una breve descrizione delle circostanze in cui costui maturò il suo principio.
Hanlon era un tizio infinitamente buono, ma che, per qualche assurdo motivo, era convinto di essere cattivo e che, proprio perché credeva di essere cattivo, chiedeva a tutti: “Ma io sono cattivo?”, salvo poi sentirsi stupido per quante volte si informava in giro su quanto era cattivo senza ottenere risposta o ottenendo risposte contrarie. Fu così che, per la mancanze di risposte e, insieme, per le troppe risposte deludenti, la certezza dell’essere stupido, alla fine, prevalse sul suo dubbio di essere cattivo, e la rivelazione fu davvero devastante, perché, scopertosi stupido e non cattivo come credeva di essere (del resto, l’essere cattivo, seppur quale cosa negativa, gli avrebbe conferito un minimo di dignità), Hanlon capì di aver sprecato tempo, cervello e domande invano e, in qualità di vero stupido, decise che d’ora in poi non avrebbe sprecato più nulla.
Per questo, prese un rasoio, si tagliò le vene e anche nel fare questa cosa pensò che, in fondo, non lo faceva per cattiveria, ma, ancora una volta, per pura e semplice stupidità.
Da qui il nome di Rasoio di Hanlon.

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24 thoughts on “Rasoio di Hanlon

  1. Penso che in questo frangente ci stia bene la massima forrestgumpiana, “stupido è chi lo stupido fa”. Ma il vero dubbio che mi resta riguardo certe persone è: ma sono stupidi perché sono cattivi o sono cattivi perché sono stupidi?

  2. la mia mamma mi ripeteva di preferire il cattivo allo stupido, perchè il primo una volta a settimana si riposa…

  3. Mia mamma, invece, dice che, nel caso, è “meglio” uno cattivo di uno ignorante, perchè almeno con il cattivo si può dialogare.

  4. Quindi in un certo senso la rasoiata ha confermato la stupidità, altrimenti avrebbe rasoiato tutti quelli ai quali aveva chiesto “sono cattivo”.
    La stupidità è un confine davvero troppo sottile, meno del rasoio forse, spesso ci sono persone che nascondono il loro lato furbo e approfittatore dietro una apparente e innocente stupidità….

  5. Non conoscevo affatto questa storia, la parola stupido invece significa poco intelligente che è quello che ha dimostrato di essere Hanlon. Ma una persona poco intelligente ha intelligenza a sufficienza per capire di essere poco intelligente?
    🙂

    • È vero solo il principio e si chiama proprio così, Rasoio di Hanlon. La storiella l’ho inventata io, perché si sa poco o nulla sul sig. Hanlon e la curiosità e la fantasia mi hanno portata ad immaginare un’eventuale origine del principio che da lui prende il nome 😊
      Quanto al tuo dubbio, credo che la mancanza di intelligenza sia direttamente proporzionale alla consapevolezza della mancanza di intelligenza. Quindi, no, a mio avviso, una persona poco intelligente non ha intelligenza a sufficienza per capire di essere poco intelligente. Ciao 😊

  6. Allora la pensiamo allo stesso modo.
    Un saluto 🙂

  7. più stupido di così, si muore 😀 ovviamente parlo di Hanlon o chi per esso.
    ma la stupidità non deve essere una giustificazione alla cattiveria. Uno è stupido e pazienza. Mica tutti possono usare il loro buon senso – di cui siamo dotati tutti, salvo poi buttarlo via insieme all’acqua sporca. – molti o pochi non lo fanno e diventano stupidi o cattivi, a scelta.
    Altri sono cattivi, perché provano invidia verso il loro prossimo. Anche qui il buon senso dovrebbe aiutare ma ahimé ci si dimentica di usarlo.

  8. Il professore Carlo Maria Cipolla ha ancora tanto da dire, autore del saggio sulla stupidità.
    Enuncia cinque leggi fondamentali:
    1- sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero degli stupidi in circolazione
    2-la probabilità che una persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della stessa persona
    3-una persona stupida causa un danno ad un’altra persona senza realizzare al contempo un vantaggio per sè o, addirittura, subendo una perdita.
    4-le persone non stupide sotovalutano il potenziale nocivo degli stupidi. In particolare i non stupidi si dimenticano che in qualunque occasione associarsi con individui stupidi si dimostra infallibilmente un costosissimo errore.
    5-la persona stupida è il tipo di persona più pericoloso che esiste, peggio persino del bandito.
    insomma, una descrizione attenta e dettagliata, quasi matematica. Tant’è che il libro è accompagnato da diversi grafici

    • Lo studio del professor Cipolla, nei punti elencati, è ineccepibile. Ma mi rimane un dubbio: una persona non stupida, ma che creda di essere stupida, è stupida per il solo fatto di crederlo?
      Ciao e grazie per il suggerimento sul saggio!

  9. a questo il professore non da risposta, ma può aiutarci Laing, con il libro “Nodi”:

    Maria Credi che io sia stupida
    Giovanni Non credo che tu sia stupida
    Maria Devo essere stupida a pensare che tu credi che io
    sia stupida se non lo pensi: oppure stai mentendo
    sono stupida in tutti i modi:
    a pensare che sia stupida, se sono stupida
    a pensare d’esser stupida, se non sono stupida
    a pensare che tu ritieni ch’io sia stupida, se non lo pensi

    senza dare alcuna risposta però ahahah

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