Le coccinelle volano

Furti moderni

14 commenti

Abitavamo in piazza, in un palazzo molto antico, di quelli con pochi appartamenti, ma dai soffitti altissimi, dove stare al secondo piano senza ascensore equivaleva a farsi, ogni giorno, la stessa porzione di scale di chi invece abitava al quarto piano di un edificio moderno.
C’era un portoncino in alluminio anodizzato che apriva su un balcone veranda, sul quale si affacciavano, in ordine, la finestra di un soggiorno che era poi diventato la camera di mio fratello, una porta che dava sul corridoio (praticamente inutilizzata) e, alla fine del tunnel, la porta della cucina che era l’accesso da cui, normalmente, entravamo in casa.
Lasciavano spesso il portocino aperto. Dico lasciavano, perché era un’abitudine esclusiva dei miei genitori e di mio fratello. Io no, io già da bambina ero paranoica e chiudevo sempre.
Quel giorno, erano venuti a trovarci i miei zii. Era un sabato mattina, all’incirca mezzogiorno, ed io ero nella mia stanza, con la porta aperta, ma seduta alla scrivania, studiando faccia al muro, quindi non mi accorsi di niente. Mi resi conto che qualcosa non andava quando sentii mia madre urlare.
Avevano lasciato il portoncino aperto e una donna era entrata. Era passata dal corridoio, senza farsi vedere da nessuno, si era infilata nella camera da letto dei miei e aveva provato a rubare.
Mio padre e mio zio riuscirono a fermarla in tempo. Non aveva preso molte cose, solo qualche  piccolo oggetto d’oro di mia madre lasciato sul comò.
Di furti, negli anni, ne abbiamo subiti parecchi. Questo non fu certo il primo, né purtroppo l’ultimo.
Eppure, è notevole quanto persino la natura dei furti e del loro impatto sulle vittime si sia evoluta nel corso degli ultimi due decenni.

Anni fa, i ladri cercavano principalmente denaro, oro, auto, oggetti. Le cose da rubare erano appunto cose, per lo più anonime, che quasi nulla avevano da raccontare circa l’identità della vittima del furto.
Anche i televisori e le macchine fotografiche. Erano meri oggetti d’uso che poco avevano da dire ai ladri, se non quanto avrebbero potuto rendere al mercato nero. Del resto, che tipo di informazioni sul suo proprietario un televisore poteva fornire a chi lo rubava? Nessuna, tranne forse rivelare se  Italia 1 era sintonizzato sul tasto 6 o 7 del telecomando. E anche le macchine fotografiche. Ammesso che contenessero un rullino in uso, non credo che i ladri si prendessero la briga di sviluppare foto altrui.
I ladri contemporanei scardinano, invece, serrature che consentono accessi ben più privati nelle vite di chi viene colpito. Il furto di un computer o di un telefono cellulare non è una mera sottrazione di un oggetto, è bensì la sottrazione e appropriazione di un oggetto con una memoria che rappresenta e svela dettagli segretissimi circa l’identità della vittima.

Nelle ultime tre settimane, abbiamo subito ben due furti. Circostanza notevole considerato che, sebbene fossimo consapevoli che il Brasile è un paese con un tasso di criminalità e microcriminalità molto alto, finora non avevamo dovuto farci i conti.
In entrambe le circostanze, si è trattato di furti in auto, il che significa non solo che fortunatamente noi non siamo stati in nessun modo coinvolti, ma anche che non sono riusciti a rubare l’auto e si sono limitati ad aprirla e a portare via ciò che hanno trovato all’interno.
È successo la prima volta all’inizio di marzo, una domenica che, come d’abitudine, la strada in cui abitiamo era chiusa al traffico. Non potendo accedere al garage, Luca aveva parcheggiato l’auto nella strada immediatamente parallela, nei pressi di una birreria tedesca da cui, ogni sera, mi arrivano le note de “Il ballo del qua qua” e sulla cui insegna hanno orgogliosamente scritto “dal 2015”, il che vale a non farmela frequentare troppo, per paura che, essendo io risalente al secolo scorso, i proprietari mi prendano e mi espongano come pezzo di antiquariato europeo.
Recuperammo l’auto nel pomeriggio e non ci accorgemmo di nulla. Soltanto il giorno dopo, aprendo il bagagliaio per metterci la borsa da lavoro, Luca si accorse che mancava la ruota di scorta. Controllò e notò che la serratura dal lato di guida era stata forzata.
Ad ogni modo, ci era andata bene. Il giorno del furto, Luca rientrava da una trasferta in Italia da cui mi aveva portato una valigia piena di cose buone: un salame, i formaggini, un chilo di nutella, un pezzettone di prosciutto di Parma e altre ghiottonerie varie ed eventuali, tra cui merita sicuramente menzione un cotechino (che, avendo trascorso il capodanno in Brasile, mi era mancato tanto). Avevamo sensatamente tirato subito via dall’auto le valigie, altrimenti sarebbe stato un danno irreparabile. In fondo, una ruota di scorta si rimpiazza, ma il cotechino come lo avrei rimpiazzato?
Un’altra delle riflessioni a margine del furto era stata relativa all’assenza di oggetti tecnologici. “Sai che danno se fosse successo in un altro giorno e avessero trovato la borsa da lavoro col computer dentro?”
Purtroppo, lunedì sera, la domanda precedente ha ottenuto risposta. I ladri hanno di nuovo aperto l’auto, stavolta parcheggiata, per una rapida commissione, in un quartiere poco distante dal centro e, oltre alla nuova ruota di scorta, si sono portati via la borsa da lavoro e un paio di rayban pezzottati e senza una stecchetta.
Nella borsa da lavoro, c’erano appunto il computer ed un hard disk esterno, entrambi pieni di informazioni e di dati personali.
I ladri hanno portato via, dunque, non solo dei meri oggetti, ma tanti pezzetti delle nostre vite. E-mail, contatti, scansioni di documenti, annotazioni, foto.
Un sacco di mie foto.
E, per fortuna, che non ne ho mai fatte di compromettenti. Almeno il terrore di finire su youporn me lo sono risparmiato.

PS: Se vi capitasse di trovarvi in Brasile e di aver bisogno di un’auto, evitate di prendervi una Ka. Sono facilissime da scassinare.

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14 thoughts on “Furti moderni

  1. No non mi piace. I furti sono spiacevoli soprattutto per quel senso di violazione che ti lasciano addosso. Quando vivevo coi miei le porte erano sempre aperte, tanto chi vuoi che venga a rubare? Non c’è nulla da portare via. Da quando non abito più la i ladri sono andati diverse volte, e aveva ragione mia mamma: non c’era niente da portare via, solo da far danni agli infissi, e fare sentire vulnerabile chi ci abita.

    Mio marito è così spaventato dal fatto che gli possano rubare il pc che ha fatto copie su copie delle foto.

    Io dico che dal cuore non mi ruba niente nessuno.
    E adesso che hai parlato di youporn credo di sapere dove posso trovare le foto che ha scattato quel mio collega idiota alla gente che andava in bagno…

    • Il collega che scattava foto alle persone in bagno non è un idiota, ma un delinquente! Spero non lavori più con te.
      Quanto ai furti, no, non ci si abitua mai. Ma io la penso come te. Dal cuore nessuno può portare via nulla. E, a parità di danno, sempre meglio quello alle cose, che alle persone.

      • Invece purtroppo è sempre qui, e quel che è peggio è che secondo me avallare un tale comportamento equivale a rendersene complice 😦

        https://elenarigon.wordpress.com/2016/08/04/quante-deviazioni-hai/

      • Cavoli, Elena! Non avete prove? È un comportamento inammissibile e non dovrebbe passare inosservato, né essere avallato.

      • E’ ben quel che ho sostenuto anche io…. ma una volta segnalata la cosa hanno semplicemente oscurato le finestre alte e amici come prima.

        Le prove? dopo aver ricevuto l’imbeccata dalle mie colleghe ho guardato in alto e ho visto con i miei occhi la fotocamera del cellulare

      • Capito. La tua parola contro la sua. Io mi riferivo alle foto, nel caso qualcuno fosse riuscito a farsi mostrare da lui la galleria del suo telefono.
        Veramente raccapricciante. Spero abbia smesso e che non abbia trovato modi diversi oer importunare te e le tue colleghe.

      • Avrebbero potuto intimargli di vederla, trattandosi di dispositivo aziendale, ma onestamente la cosa è piuttosto imbarazzante, oltre che raccapricciante.

        Al momento pare abbia capito, ma quando uno ha comportamenti simili è malato, e da certe malattie non si guarisce senza curarsi… chi lo sa cosa altro potrà inventarsi!

      • Purtroppo, credo che non fosse tenuto a mostrarle e, anzi, bisogna stare anche attenti a che non la butti lui sulla diffamazione.
        Ad ogni modo, adesso conosci la reale natura del soggetto e puoi fare attenzione. Sperando che non si inventi più nulla!

      • È piu o meno il timore che hanno avuto i titolari, ovvero che la cosa gli si potesse ritorcere contro. Certo che io un soggetto del genere faccio fatica solo a salutarlo…

  2. Maria, fico triste com estas coisas! No Brasil, no meu tempo de menina, as portas das casas também não eram trancadas, as casas não tinham muros na frente e nem sabíamos o que era uma cerca elétrica. Nunca entrou um ladrão em casa de meus pais, apesar das portas destrancadas ou das chaves deixadas sob os tapetes ou dentro de um vaso de flores. Com o tempo, a coisa foi mudando.
    Neste ano, furtaram o pneu da caminhonete de meu marido. De meu irmão, já furtam pneus de dois carros. Para dizer a verdade, quase todas pessoas que conheço, já tiveram pneus furtados. (e não moro em Belo Horizonte. Moro numa cidade próxima a BH.) Se roubam pneus é porque tem gente que compra. São até piores do que os ladrões. O prejuízo é material.
    Mas, o roubo de celulares e outros eletrônicos geral prejuízo material e também relativos a dados pessoais, informações contábeis, etc. Espero que você tenha tido tempo para bloquear informações antes de serem usadas indevidamente. E que não aconteça outra vez.

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