Le coccinelle volano

Buongiorno Italia, buongiorno Maria

22 commenti

– Non la conosci?- chiedo curiosa.
– Uhmm, penso di no. Ma se mi dici come fa, può darsi che la conosco.

Il proprietario del chioschetto dei panini adorava chiacchierare. Con ogni cliente perdeva almeno quindici minuti in discorsi, per questo la fila era lunghissima. Ma ci avevano detto che i suoi erano i migliori panini dell’isola di Obuda e valeva la pena aspettare.
In quella fila c’erano persone provenienti da tutta Europa, forse anche qualche americano.
Sicuramente, al proprietario del chioschetto, oramai più che sessantenne, ma che alla nostra età aveva vissuto confinato dietro una “Cortina di Ferro”, tutta quella libertà ancora sembrava assurda.
Glielo si leggeva negli occhi, nello stupore con cui muoveva il capo ad ogni risposta ricevuta per ogni domanda posta.
Quando arrivò il mio turno, mi chiese solo di dove fossi e io gli risposi che ero italiana.
A quel punto, cominciò ad elencare nomi di squadre di calcio e ad intonare pezzi di canzoni, quasi fosse una radio, ma con problemi di frequenza e, dunque, soggetta a passaggi continui da una stazione all’altra.
La cosa più buffa è che tra le squadre calcistiche menzionate, dopo aver fatto i nomi di un paio di quelle più famose- no, il Napoli proprio non gli venne in mente- cominciò ad elencarne alcune davvero poco popolari, la Reggiana, l’Ascoli, addirittura la Sambenedettese. Al punto che, se avesse citato pure la Pro Vercelli e non il Napoli, mi sarei messa a piangere. Ma la Pro Vercelli non la conosceva.
Quanto ai cantanti, la sua cultura musicale italiana spaziava dai Ricchi e Poveri, a Celentano, passando per Albano e Romina, fino ad arrivare a lui, il mito di tutti gli italiani emigrati, Toto Cutugno.
All’epoca, la fama di Toto Cutugno a Budapest e, in generale, all’estero, mi aveva lasciata interdetta quasi quanto quella della Sambenedettese.
Ma allora non avevo certo idea che un giorno mi sarei trovata dall’altra parte dell’Atlantico a cercare di spiegare perché in Italia il 25 aprile è festa nazionale. Ed è stato proprio raccontando  le imprese dei Partigiani, che mi è partito il loop.

– C’è anche una canzone molto famosa che menziona Pertini, il nostro presidente partigiano. Si intitola “L’italiano”. Non la conosci?
– Uhmm, penso di no. Ma se mi dici come fa, può darsi che la conosco.
Avrei potuto attaccare con “Buongiorno Italia, buongiorno Maria”, che è il mio verso preferito ed è anche il modo in cui mi saluta Luís tutte le volte che vado a comprare le sigarette. Ma mi sono limitata ad accennare un “Lasciatemi cantare con la chitarra in mano”, abbastanza imbarazzata.
– No, non la conosco.
– Allora quando vado a casa, la cerco su youtube e te la invio.
E così ho fatto.
Il problema è che da quando l’ho trovata, non riesco a smettere di ascoltarla. E se riesco è solo a patto di sostituirla con Felicità di Albano e Romina.

La lontananza a volte è proprio una cosa brutta!

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22 thoughts on “Buongiorno Italia, buongiorno Maria

  1. C’è ancora spazio… Tiziano Ferro, Laura Pausini, i Modà… :))

    • No no no. (Ho un condomino che ogni tanto attacca con la Pausini, ma è brasiliano, quindi è giustificato). I Modà??? (finge allegramente di non conoscerli crogiolandosi nel fatto che da quando vive a questa latitudine li aveva completamente dimenticati 😉).
      Comunque, quelli che menzioni tu sono cantanti giovani. Ilmio revisionismo musicale, associato a quello della mia infanzia, riguarda solo artisti ormai coriacei.
      PS: un altro di cui ho ascoltato tante cover da queste parti è Pupo 😄

  2. Oi Maria..te amo..Oi Maria..
    Sono entrata in un loop e dovrei dormire 😌

  3. Questo post mi ha fatto pensare a come molti amici si permettono scelleratamente di sfottermi, dopo decenni d’ascolto di Tom Waits, Led Zeppelin e Negresses Vertes, per la mia recente scoperta di Nino D’Angelo, i cui ultimi tre dischi meritano a mio avviso più d’un ascolto.
    Ma nel post forse l’ammiccamento era più verso sapori datati da nostalgici che consapevoli si scoprono ogni giorno meno ragazzini e con più desiderio di rimare tali.
    O magari le piace proprio solo Toto Cutugno e basta.
    (Respect).

    • In primo luogo, credo che nessuno abbia il diritto di giudicare i gusti musicali altrui. In secondo, anche se io lo ascoltavo da bambina e non mi è ancora capitato di ascoltare i suoi ultimi album, Nino D’Angelo è troppo mitico.
      Il post non è tanto una riflessione sul tempo andato (ma sì, anche quello c’entra), quanto un’ammissione di come, lontana da casa, io mi sia ritrovata ad ascoltare con piacere canzoni e artisti italiani che in Italia mi avrebbero dato l’orticaria.
      Ciao ☺!

  4. E Umberto Tozzi dove lo mettiamo? Con quel ti-amo-ti ne ha fatti di danni!

  5. divertente… certo che Totò ti ha contagiato. Non ti vedo molto bene nei panni di una fan di Romina e Albano ma si sa a volte la lontananza compie misteriosi assalti.
    Al di là di queste parole un po’ scherzose, l’ho letto e ho sorriso

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