Le coccinelle volano

Hilda e Freud

19 commenti

Hilda non riusciva più a scrivere.
Le parole, a cui sempre aveva affidato il senso dei propri pensieri e di se stessa, le facevano brutti scherzi. Si nascondevano, mancavano e, quando tornavano, lo facevano in sequele prive di logica o conseguenza. Le restavano soltanto quelle più semplici, appena in grado di esprimere concetti funzionali e banali. Nient’altro.
E questo la rendeva infelice.
Ma l’incapacità di scrivere era davvero da intendersi come causa della sua infelicità? O non era forse, a sua volta, un effetto, un sintomo, di un turbamento e di un malessere ben maggiore?
Hilda riempie il palco, muovendosi da un canto all’altro in preda alle sue nevrosi. Sullo sfondo uno schermo proietta immagini di fondali marini e meduse. Le note di una musica dolce si mescolano al buio e mi accarezzano le palpebre, nel mentre la poltrona mi solletica la schiena.
No, non adesso, penso.
Perché il meglio arriva e passa sempre quando si tengono gli occhi chiusi ed io lo so, perché mi addormento sempre sul più bello.
Mi riscuoto e mi concentro. Quanto tempo è passato? Adesso c’è un uomo sul palco. Dev’essere Freud. Ma sullo schermo, sullo sfondo, ancora passano quelle immagini di meduse e la musica…
Com’è rilassante, penso, soffocando uno sbadiglio. Ma non devo dormire. Il meglio arriva e passa sempre quando tengo gli occhi chiusi.
Mi riscuoto e mi riconcentro. La platea è scossa da un risolino. Sul palco adesso ci sono entrambi, Hilda e Freud.
Ecco, questa dev’essere la parte più importante. Non posso più addormentarmi!
Ma è un pensiero cosciente che dura giusto il tempo di prendermi un colpo, quando le luci si accendono e la folla sbotta in un applauso fragoroso.
– No! Ma è finito? Non può essere! Di già? Ma io non ho capito niente!
– Tranquilla, non ti sei persa granché.
Perché non tutto il meglio arriva e passa quando si tengono gli occhi chiusi. A volte ciò che ci siamo persi era semplicemente noioso o irrilevante. Tanto vale, aver tirato un pisolino.

“Almeno io ho i fiori di me stessa,
e i miei pensieri, nessun dio
me li può prendere;
ho la passione di me stessa come presenza
e il mio spirito per luce;
e il mio spirito con la sua perdita
lo sa;
sebbene sia piccola sullo sfondo nero,
piccola sullo sfondo delle rocce senza forma,
l’inferno si deve spaccare prima che io sia perduta;
prima che io sia perduta,
l’inferno si deve aprire come una rosa rossa” […]
Euridice, Hilda Doolittle (1886-1961)

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19 thoughts on “Hilda e Freud

  1. Io al cinema ho sempre fatto delle gran dormite (a teatro no ma perché sono andata pochissimo)

    • Anch’io ci vado pochissimo, anzi, quasi mai, anzi, ad essere sincera, questa era la prima volta che andavo a vedere una rappresentazione in Brasile. E la cosa di per sé doveva essere sufficiente a tenermi sveglia, ma non ha funzionato 😄.
      Riguardo al cinema, l’ultima dormita storica risale ai tempi di “Cosmopolis”, che comunque non fu nulla rispetto a quella precedentemente ispirata da “Il paziente inglese”.
      Tu ricordi su quali film hai dormito?
      Si potrebbe inviare un suggerimento all’Academy per l’introduzione della categoria “Miglior film conciliatore del sonno” 😄

      • Facciamo prima a dire quali ho visto senza mai dormire…

        poi a volte è capitato che ho dormito TUTTO il film (heat con pacino e de niro insieme; 7 anni in Tibet anche se c’era brad Pitt; i Minions che ogni tanto Sofia mi chiedeva ‘ma mamma??? Cosa fai??? Dormi???)

      • 😂 Ma nooo! (sorrido, figurandomi Sofia che ti rimprovera per esserti persa la scena clou dei Minions).
        “7 anni in Tibet” non l’ho mai visto, ma proprio perché già il titolo mi ispirava 7 ore di sonno.
        Lo prenderò comunque come un consiglio per la prossima volta che stenterò a dormire 😉.

      • Ieri a pranzo in mensa, a proposito di 7 ore dico, c’era un tizio che raccontava che era andato a vedere il nuovo film di Alien, ma siccome aveva vinto non so che premio è rimasto a vedersi prima l’originale più uno speciale per un totale di 7 ore di cinema. Spero per lui che le poltrone fossero comode, o che lo abbiano pagato bene

      • 😂😂 Lo spero anch’io.
        Come minimo, un buon cuscino poggiatesta glielo dovevano.
        Alien per sette ore di fila… Non oso neanche immaginare!

      • Io nemmeno 7 minuti…

  2. che dormigliona… a teatro a ronfare. Si sta scomodi 😀
    Comunque pisolo o no il post è veramente intrigante

  3. A teatro spesso si dorme benissimo.
    Ci sono palchetti che andrebbero affittati per la notte.
    Splendidi i versi della Doolitle!

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