Le coccinelle volano

Fetentoni

29 commenti

Continua a ridere, stringendo i fogli che le ho dato.
– Sai che potresti scriverci un racconto?

Capitolo primo- Quei fetentoni della loja Saraiva. 

Sono circondata da una distesa infinita di libri e dischi. A sinistra, c’è un tavolo su cui sono esposti modelli avanzatissimi di telefoni cellulari ed uno strano cliente gioca a farsi  selfie buffi con ognuno di essi. Non mancano computer, zainetti ed accessori vari.
Sto cercando tre cartucce per la mia stampante che, alle sette del mattino (e aveva pure un po’ ragione), quando i documenti erano tutti belli e pronti, ha deciso di non funzionare. Magenta, giallo e nero. Il ciano no. C’ho tanto di quel ciano che potrei stamparci l’oceano Atlantico.
I negozi brasiliani abbondano di commessi. Non fai in tempo ad avvicinarti ad una vetrina, che ti tirano dentro e ti scippano le scarpe dai piedi, pur di fartene provare e comprare delle nuove. Anche qui, di commessi, ce ne sono almeno venticinque, ma nessuno si degna di guardarmi e, quando si degna, ha uno sguardo eloquente che dice “non chiedere a me, perché stamattina mi sono svegliato scazzato.”
E allora non chiedo. Me ne resto lì impalata al centro del locale, tentando di imparare a memoria la sequenza di nomi di scrittori tatuata sul soffitto. E ogni tanto canticchio, soprattutto quando Florence Welch, in filodiffusione, comincia a lamentarsi che “Oh oh oh oh! I think I’m breaking down again.”
Una ragazza finalmente mi si avvicina.
– Buongiorno, serve aiuto?
– Sì grazie!- rispondo, rinfrancata dopo tanta indifferenza.- Mi servono delle cartucce per la stampante. Ma i Florence+TheMachine hanno fatto un disco nuovo?
La ragazza ignora totalmente la mia domanda e mi chiede- Hai una HP, vero?
– No, ho una Epson. È un problema?
La ragazza si allontana di poco e, rivolgendosi al commesso, che io avevo scambiato per un cliente, che, nel frattempo, ancora gioca a fare le facce buffe con i cellulari in esposizione- Abbiamo le cartucce di ricambio per le stampanti Epson?
Il commesso che sembra un cliente, senza neppure alzare lo sguardo dallo schermo del cellulare con cui si sta scattando un altro selfie e puntando il braccio sinistro in una direzione a caso, le fa- Vedi in quello scaffale.
La ragazza si dirige verso uno scaffale. Io le sto alle calcagna. – Qual è il modello?
Le dico il modello.
– Quali colori ti servono?
– Magenta, giallo e nero.
– Ciano, no?
– Ah, no! Ho tanto di quel ciano che potrei stamparci tutto il cielo.
La ragazza prende tre cartucce (a caso, ma in quel momento non ci faccio caso), le libera dalla scatolina protettiva e me le porge.- Puoi pagare direttamente in cassa.
Compro le cartucce e tutta felice me ne torno a casa.

Capitolo due- Quella fetente della mia stampante

-L’inchiostro te l’ho dato. ‘A luce nun te manca. Il coperchio te l’ho messo, ‘o manico d’a spillatrice ca te deva fastidio te l’aggio spustato. ‘O buttone ‘e ll’accensione te l’aggio premmuto. ‘O programma e chitemmuort te l’aggio miso… Che cazz t’manca?!E dice ca nun vuo’ faticà!*
Cartucce non compatibili. Sostituire.
– Ma vafancul!

*Liberamente, ma non troppo, ispirata a “Così parlò Bellavista”- scena della lavastoviglie

Capitolo terzo-  Quei fetentoni dell’Avenida do Contorno. In particolare, l’uccello

Manca poco alla lezione e devo muovermi a stampare i documenti. Li carico su una pen drive e vado diretta alla cartoleria di fronte casa.
– Che ti serve?
– Devo stampare.- porgo la pennetta, il ragazzo la inserisce nel computer. – Eccoli, i due file word. Due copie di ciascuno.
– Ok.
Aspettiamo. Aspettiamo. Aspettiamo. Niente. La stampante non stampa.
– Scusami. Penso si sia rotta la stampante.
– Che cosa?!
– Eh sì. Non funziona più. Puoi ripassare tra un’ora?
Mi riprendo la pen drive e me ne vado. Tanto, di sicuro, sull’Avenida do Contorno lo troverò qualcuno che mi stampa i documenti.
E infatti trovo un negozio di articoli da ufficio.
– Salve, potreste stamparmi due documenti?
– No, non facciamo questo tipo di cose.
Ringrazio, saluto, me ne vado e non mi arrendo.
Da lontano, vedo un’edicola. Un cartello recita: “FOTOCOPIE E PLASTIFICAZIONE DI DOCUMENTI”. Magari, fanno pure le stampe…
– Scusi, mi può stampare due documenti?
– Ah, no. Non le faccio certe cose. Ma ad un paio di chilometri da qui, più o meno da dove sei venuta, c’è una cartoleria.
– Eh, lo so.- È quella a cui si è rotta la stampante.
Ringrazio, saluto, me ne vado e non mi arrendo. Qualcuno disposto a stamparmi i documenti prima o poi lo troverò.
Ed è proprio quando mi sembra di aver visto l’insegna di un’altra cartoleria che accade.
Potrei scambiarlo per un chicco di grandine, potrei pensare ad un frutto, ad una suggestione. Ma la verità è che capisco subito di cosa si tratta.
Merda!
Un uccello mi ha cacato in testa!
Prendo un fazzoletto e me lo passo tra i capelli. Mamma mia, che schifo! Ma che si era mangiato? Per fortuna che ho un po’ di ricrescita e che l’uccello aveva la diarrea, così almeno non si nota.
O si nota?

Epilogo

Alla fine, ieri i documenti li ho stampati e, seppure con i capelli smerdolati, sono riuscita a fare lezione.
Tra un po’ rivado alla loja Saraiva. Devono sostituirmi le cartucce. Devono. In fondo è tutta colpa loro.

PS: colonna sonora “Breaking down”- Florence+TheMachine

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29 thoughts on “Fetentoni

  1. Poi dice che bisogna essere contro la caccia….

  2. Mettila così. La merda porta fortuna. 😂😂😂
    Dicono!! 🤦🏻‍♂️😂

  3. per fortuna aveva la diarrea il volatile e così hai potuto stampare. Dicono che porti fortuna 😀 Ma è pericoloso girare in Brasile! Mi prelevano caottamente per venderti le scarpe. Ti allungano le cartucce errate… Alla fine ho riso.

    • Pericoloso no, fintanto che si può uscirne indenni. Ma di sicuro avventuroso e caratteristico.
      Ah, ho riso anch’io, come una demente, quando mi sono resa conto di cosa era stato quel tonfo sulla testa. Era tutto così surreale quel giorno, che l’unica opzione valida è stata fermarsi in un angolo, ridere e imprecare allo stesso tempo, pulire i capelli nel miglior modo possibile e sperare che le piccole sventure fossero terminate.

      • diciamo che l’hai presa con filosofia positiva 😀 E poi anche prendersela con cambiava nulla. A poroposito con le cartucce come è finita?

      • Fortunatamente, rido molto di me stessa e penso che arrabbiarsi aggiungerebbe un danno alla beffa 😉
        Con le cartucce è andata che è stata un’altra epopea di mezza giornata.
        Alla loja Saraiva, ad attendermi, c’era il tizio del giorno prima, lo smanettone di cellulari.
        Prima si è rifiutato a priori di sostituirle (ne avevo portate indietro due, intonse e inscatolate, dato che mi era bastato inserirne una per scoprire la non compatibilità), poiché, a suo dire, non era colpa del negozio. Cioè la colpa era mia per essere andata lì munita della sola informazione del modello di stampante. Come se io fossi tenuta a conoscere e riconoscere i codici sulle scatole delle cartucce. Ad ogni modo, adesso lo so. Il codice è 296 😊.
        Poi, poiché le cartucce che mi servivano lì non c’erano, né riusciva ad ordinarle, ha provato a propinarmi un buono acquisto per il valore delle due cartucce, comunque abbastanza alto, da spendere lì al negozio entro un mese. A me però servivano sempre le cartucce, che, a quel punto avrei comprato altrove, perciò gli ho chiesto la restituzione del denaro.
        E dopo lunga titubanza ha accettato e mi ha autorizzato l’operazione.
        Dopodiché mi è toccata la trafila con la cassiera. A parte che mi ha schedata chiedendomi tutti i documenti possibili e immaginabili, a parte che si è controllata le scatoline delle due cartucce da restituire con la lente d’ingrandimento per essere certa che non le avessi manomesse, alla fine due cartucce me le hanno rimborsate.
        E sono andata in un altro negozio dove le ho trovate tutt’e tre senza problemi e costavano pure meno.

      • Oltre al codice, che è importante, riportato sulla cartuccia, bastava leggere sul fianco per capire la stampante con il relativo modello. Però noto che sei molto pacifica e solare, forse retaggio delle origini 😀

      • Purtroppo, laddove erano indicati i modelli di stampante, sulle scatole c’erano degli adesivi che coprivano le scritte. Ma ormai ho imparato la lezione.
        E, sì, è difficile sia farmi arrabbiare che farmi litigare 😊. Non so se è un pregio (il mio fegato non ne è sicuro), ma anch’io penso che dipenda dalle mie origini. Molto probabilmente da qualche trauma infantile 😉

      • Sei una ragazza calma, a quanto pare 😀

      • Quasi serafica 😇
        Quasi.

      • ti manca un pelo all’essere serafica 😀

      • Una delle cose che mi sento dire più spesso è “secondo me tu non ti arrabbi mai, sorridi sempre”
        Ed è vero. Ma quel pelo che manca all’essere serafica e, appunto, il pelo nell’uovo. L’eccezione necessaria.
        Altrimenti sarei una santa o ina martire… E i martiri non hanno una bella vita 😉

      • Santa o martire? Meglio essere donna, si vive meglio e di più :D.

  4. ma non potevi stampare tutto in cyano???

  5. Buon giorno, Maria ! 🙂

    Buon fine settimana ! 🙂
    Aliosa 🙂

  6. A me l’han fatta due volte in testa: visto che “non c’è due senza tre” attendo impaziente la terza occasione 😂

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