Le coccinelle volano


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Strampalato 

​”O my good Trump 😨!”

È così che stamattina ho scoperto chi era diventato il nuovo presidente americano. 

L’ho scoperto leggendo il post sgrammaticato di una persona che non conosce l’inglese e che di politica ne sa quanto può saperne un cavolfiore. Una persona che, senza soluzione di continuità, è passata dall’esaltazione di ieri per la vittoria del grande fratello, alla desolazione di oggi per la vittoria delle presidenziali americane.

Tra voto e televoto, in fondo, la differenza sta in quel “tele”. “Te le” rileggi le cose che scrivi? “Te le” fai un po’ di domande prima di digitare a cacchio su una tastiera?

Lo so, sono polemica. 

È che nei giorni scorsi ho riletto Margherita Dolcevita e, pure se non c’entra niente, in qualche modo c’entra.

Otto anni fa, eravamo tutti in preda all’euforia, pensando che l’elezione di Obama avrebbe reso il mondo un posto migliore. Io me le ricordo le speranze,  la retorica delle belle parole, le promesse di pace, di gioia e di felicità. Me le ricordo le lacrime, gli abbracci, l’esaltazione e tutti quei “noi possiamo”, che tanto, alla fine, noi non possiamo mai un cazzo.

Otto anni dopo, siamo  tutti in preda al terrore, pensando che l’elezione di Trump renderà il mondo un posto peggiore. 

Ed è così sempre. Ondate collettive di emozioni vuote che durano il tempo di una diretta o di un’edizione straordinaria, da cui estrapolare una condivisibile frasetta a effetto, prima di tornare ciascuno ad anestetizzarsi col proprio programma preferito. Perché ormai in maggioranza siamo tutti telebrolesi, lesi dai telefoni, lesi dai televisori. 

E questo mondo strampalato, anzi s-trump-alato ce lo meritiamo. Cavoli se ce lo meritiamo! 

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Promesse 

Ieri, dopo mesi di campagna elettorale e due turni di votazione, si è deciso chi sarà il nuovo sindaco di Belo Horizonte. 

Vivendo da poco in questa città, che mi è sempre sembrata perfetta così com’è, e, soprattutto, non avendo diritto di voto, non mi sono interessata granché a queste elezioni. 

So che il candidato vincitore è un personaggio “nuovo” alla politica, imprenditore edile, conosciuto, in particolare, per essere stato presidente dell’Atletico Mineiro, squadra calcistica di Belo Horizonte. (Belo Horizonte ha tre squadre di calcio: l’Atletico, il Cruzeiro e l’America. Mi capita spesso che mi chiedano per quale delle tre io simpatizzi. L’Atletico Mineiro ha la divisa a strisce bianco-nere. L’America ha la divisa a strisce verde-nere.Il Cruzeiro è azzurro. Da tifosa del Napoli, non mi è stato difficile scegliere da che parte stare.)

Stamani, sul quotidiano Metro BH, oltre a celebrare l’elezione del nuovo sindaco, a pagina 03, riassumevano in sedici punti le sue promesse elettorali, incastonate in un apposito quadrante sormontato dalla scritta: ritaglia, conserva ed esigi.

Ecco, dovrebbe funzionare così per tutte le promesse.  Stamparle, ritagliarle, conservarle e pretendere che siano esaudite. 


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Premier

La mia esperienza in fatto di campagne si ferma all’agro nolano. 
E’ per questo che le campagne elettorali non mi hanno mai convinta.
Ciononostante, sarà per l’insonnia, sarà per l’età che avanza, sarà per l’influenza dei giorni scorsi, ho convenuto con me stessa che è ora che io cominci a fare un minimo di politica attiva. Inizialmente, avevo pensato di stilare un programma elettorale e, in effetti, su qualche punto, un paio di idee meravigliose sono venute fuori (fidarsi sulla parola). Il problema dei programmi è che però si somigliano un po’ tutti. Cioè… Che sia un programma televisivo o di lavaggio o elettorale, non solo non è detto che funzioni per tutti, ma è anche vero che, spesso, alla lunga, si inceppa e non funziona più per niente. 
Quindi, piuttosto che correre questo rischio, ho desistito, concentrandomi piuttosto su un altro aspetto: come mi comporterei se fossi una candidata premier con buone probabilità di essere eletta e di diventare la migliore statista di tutti i tempi?
(Segue intervista a me medesima raccolta da me medesima)
 
Cara Maria Pia, come mai hai deciso di candidarti?
Eh…(tono sofferto, occhio languido e partecipativo)… questa è una bella domanda. Ma davvero bella bella. Anzi, ti dirò di più. E’ così bella che per non rovinartela non ti rispondo.
Puoi almeno dirci con quale partito corri?
Chiariamo subito un punto: io non corro, al massimo passeggio. E poi non mi va di parlare di alcun partito. Al massimo, ti posso parlare della partita. Quella del Napoli. Ca-va-ni!
Se il risultato non fosse quello che ti aspetti, come reagiresti?
Ma il risultato per me o per il Napoli? No, perché se è per il Napoli, la vittoria non si discute. Quanto a me, nel caso in cui non ottenessi un plebiscito popolare, potrei sempre passare all’opposizione e spendermi come ministro.
Per quale Ministero pensi di essere più portata?
Tutti, è ovvio, ma resto dell’idea che il ruolo di presidente è quello che più mi si confà.
Ed in qualità di Presidente, quale sarebbe il tuo primo impegno?
Per il bene della collettività, ma soprattutto mio e di Alessandra, il mio primo impegno sarebbe quello di dotare la stazione di Ciampino di un’elegante sala d’attesa, con divani in ecopelle e distributori automatici di cioccolata calda. In seguito, potrei anche estendere questa iniziativa a tutte le stazioni d’Italia. 
E in qualità di Ministro della Pubblica Istruzione?
Andrei ogni giorno in una scuola ed in una classe diversa a tenere lezione. E userei i soldi del mio compenso per acquistare milioni di copie di romanzi di autori postmoderni da regalare agli studenti meno meritevoli, con obbligo di lettura, pena l’arresto, affinché possano rendersi conto che c’è modo e modo di fare i fighi e gli alternativi. Della serie, viva Tyler Durden, ma abbasso Fabri Fibra.
Cosa pensi delle nozze tra gay?
Mi rendo conto che questa faccenda sta a cuore a molti. Personalmente, io propendo per un’altra soluzione. Piuttosto che per la legittimazione il matrimonio omosessuale, io opto per la delegittimazione del matrimonio in generale. Così nessuno si offende!
Hai qualche idea anche sull’ambiente?
Sì, penso che bisognerebbe fare un’inversione di tendenza in merito all’uso delle energie. Troppa gente spreca energie inutilmente. C’è chi si incazza, chi gira a vuoto, chi è violento, chi è tutto un fremito che non riesce a placare. Ebbene, io radunerei tutte le persone vanamente energiche, le legherei ad una cyclette e le farei pedalare. Lo sapevate che si può produrre energia elettrica facendo spinning? 
E per la salute?
Lì è diverso. E’ una questione di fisico. E pure di fisica. Lo sapete perché in tanti in inverno si ammalano? Perché in tanti sottovalutano l’importanza della fisica guantistica. Io, per esempio, che i guanti li metto sempre, non mi ammalo quasi mai.
In conclusione, cosa ti senti di promettere agli italiani?
Non sono io quella che deve fare promesse. Preferisco che siano gli italiani a promettermi che prima o poi impareranno a volersi bene, a farsi rispettare e a smettere di credere a chiunque gli prometta qualcosa.
Maria Pia Monda 08 febbraio 2013