Le coccinelle volano


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Il freddo è freddo

lavrasfb24

Dicono che non faceva così freddo da più di quarant’anni.  Un freddo che, per me, in fin dei conti, sarebbe perfettamente tollerabile, una decina di gradi all’incirca, ma senza umidità e senza pioggia. Insomma, nulla di paragonabile ai gelidi inverni europei.
Ma il freddo è come la fame: se li hai sofferti una volta, li soffrirai sempre.
La suocera di una mia amica, ad esempio, ad ogni pasto, mangiava in maniera impressionante. – Io ho vissuto la guerra- diceva. E non importava quanti decenni fossero trascorsi da allora; non importava neppure che la guerra, in realtà, fosse finita quando lei aveva troppi pochi anni per riuscire a ricordarsene. Lei aveva maturato e continuava a provare una disperata paura di morire di fame.

Dicono che sia l’inverno più freddo degli ultimi quarant’anni. Eppure, non nevica, non grandina, di notte non si ghiacciano le strade. Con un po’ di ardire e di coraggio (o forse solo con tanta povertà), qualcuno va persino in giro con i sandali e la magliettina a maniche corte.
A me, invece, è bastato provare un brivido, l’altro giorno, una leggera morsa al petto,  quella sensazione accantonata e ormai, esclusivamente, riservata ai rientri in italia, per convincermi a tirare giù dall’armadio il giubbottone imbottito.
– Amica, ma che devi andare a sciare?
Perché il mio giubbotto è decisamente eccessivo, appariscente, fuori luogo. Ma io ho vissuto e conosco gli inverni italiani. E non importa, né fa molta differenza, che io viva in Brasile da due anni; non m’importa neppure che non faccia così tanto freddo.
Il freddo è freddo e se ne hai sofferto una volta, se lo hai sofferto davvero, non te lo dimentichi.

 


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Inzuppata inglese

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Sarà che appena atterrata a Londra,  ho scoperto che era morto David Bowie Bowie e mi si è congelato il cuore.

Sarà che dopo cinque minuti a Londra, mi sono resa conto di aver dimenticato i guanti e mi si sono congelate le dita.

Sarà che dopo mezzora a Londra ho realizzato che ormai non sopravvivo a temperature inferiori ai quindici gradi e mi sono congelata tutta.

Sarà per tutto questo e molto altro ancora, ma, se, per qualsivoglia motivo, pensate, volete e decidete di trascorrere qualche giorno in Inghilterra, a  meno che non siate geneticamente dotati dell’espressività di un igloo o dell’elegante portamento di un pinguino, evitate di venirci a gennaio.
È un consiglio.