Le coccinelle volano


17 commenti

Peccati capitali- tag

Secondo Kierkegaard, il peccato è la salvezza dell’uomo, ciò che riesce a liberarlo dalla schiavitù dell’inibizione in cui inconsapevolmente, o meno, si costringe. 

È una delle cose che ho appreso ieri, durante un seminario sull’angustia, o angoscia, come viene tradotto in italiano, l’argomento del X libro di Lacan (ma a me piace di più la parola angustia).

Quale migliore occasione, dunque, per mettere subito in pratica quanto appreso e liberarmi di un po’ di inibizioni, ammettendo e confessando tutti i miei peccati, grazie alla nomina da parte di Elena Rigon al tag dei sette peccati capitali?

Le regole del TAG sono le solite:

– Inserire il logo del TAG e citare il blog che lo ha creato (Il mondo di Shioren)

– Rispondere alle 7 domande relative ai 7 Peccati Capitali

– Taggare 15 blogger

Ecco le domande e le mie risposte.

Peccato #1 SUPERBIA Vi siete mai sentiti superiori a qualcuno ed in quale occasione?

Tutti i giorni, tutte le volte che passo accanto al balcone e alle finestre. Abito al quindicesimo piano e mi è difficile non sentirmi superiore. Ma è pur vero che nutro un discreto senso di inferiorità nei riguardi di chi occupa l’attico.

Peccato #2 AVARIZIA Siete mai stati attaccati o lo siete ancora al denaro o beni materiali?

Solitamente no, ma quando, settimana scorsa, ho dovuto lasciare una busta piena di denaro al dentista, ho avuto parecchie difficoltà a consegnargliela.

Peccato #3 LUSSURIA Siete mai stati attratti dal sesso al punto tale da dimenticare tutto?

Può darsi, ma dev’essere stata un’esperienza così trascendentale da farmi dimenticare davvero tutto, persino l’esperienza in sé.

Peccato #4 INVIDIA Siete mai stati invidiosi di qualcuno?

No. Ma, se io non fossi io, mi invidierei.

Peccato #5 GOLA Siete dei “peccatori” di gola?

Ci sono alcuni ristoratori, soprattutto quelli dei locali a formula All you can eat, che quando mi vedono prendono l’acqua santa, si fanno il segno della croce e mi dicono “vade retro, satana”. Mi sa che significa che sono una peccatrice di gola.

Peccato #6 IRA Siete mai stati ossessionati dal desiderio di vendetta per un torto subito?

No, ma devo ammettere che se qualcuno passasse un decimo di ciò che io ho passato a causa sua, non per causa mia, non mi dispiacerebbe. Non festeggerei, ma non mi dispiacerebbe.

Peccato #7 ACCIDIA Il male interiore, indifferenza e negligenza verso la vita e verso se stessi, quanti di voi si sono ritrovati a vivere una situazione del genere?

Dedico all’accidia due minuti al giorno. Poi metto il rossetto, esco di casa e sorrido.

Chiunque abbia voglia di partecipare al tag, si senta nominato e si confessi. 

Annunci


2 commenti

Partire è un po’ morire 

Avevo una cugina più grande. In realtà,  ne avevo più di una. In realtà, ne ho ancora parecchie di cugine più grandi di me e non capisco perché mi viene da usare l’imperfetto. Comunque sia, questa cugina più grande di me, che non vedo e non sento da anni (e magari proprio per questo il nostro rapporto mi sembra imperfetto), aveva un diario. In realtà, ne aveva tanti di diari e giuro che questo è l’ultimo in realtà perché se no, ad essere realista, il post non finisce più. 

Sul diario di questa mia cugina più grande c’era scritta una frase. La frase diceva “partire è un po’ morire”. 

Avevo una decina d’anni quando la lessi. 

– Che significa? 

– Che quando si parte si muore un po’. 

– Non capisco. 

– Non c’è niente da capire. Partire è un po’ morire. 

– Io, però, quando parto per le vacanze non mi sento un poco morta, anzi, mi sento più viva.

– Credimi. Quando si parte, si muore sempre. 

Dall’alto della sua grandezza, mia cugina più grande sapeva essere molto perentoria e saggia, per cui smisi di contraddirla ed accettai per buona la sua sentenza. 

Non sono una viaggiatrice. Anche se da tempo ho superato l’associazione delle partenze alla morte, che da quella conversazione mi era derivata (con tutte le volte che sono partita, sarei un po’ morta da un pezzo).

Ho difficoltà a sentirmi a casa e in virtù di questo mi sento a casa ovunque. Ma non credo che la facilità con cui chiudo tutte le mie cose in due valigie e vado via, faccia di me una viaggiatrice. 

Eppure, questo tag di svirgola mi ha fatto realizzare che di viaggi ne ho fatti parecchi. Probabilmente, più numerosi e più lunghi, in termini di distanza, di quanto mi sarei mai aspettata e augurata per me.

Sì, perché questo è un tag, creato da Iris & Periplo Blog. Anche se non ho utilizzato la foto che c’era sopra, che potrete rintracciare cercando il tag #wanderlusttag.

Di seguito, le mie risposte alle 10 domande previste e no, non nominerò almeno 3 blog. Ma come al solito, chiunque voglia partecipare è libero di aderire. 

1. Per prima cosa: dove siete stati finora?

Sono stata in Italia, per circa trentaquattro anni, ma non per vacanza, cioè non sempre, bensì perché ci sono nata. Nel frattempo che stavo in Italia, sono stata spedita da mia madre per cinque giorni in Svizzera, poi per due anni di fila ho trascorso il ferragosto a Budapest, poi sono stata in Inghilterra per la nascita di mia nipote, poi sono venuta una settimana in Brasile, poi sono stata in Indonesia e negli Emirati Arabi, poi sono andata a congelarmi qualche giorno a Berlino e alla fine mi sono trasferita in Brasile. Dal Brasile, sono andata in Argentina e in Paraguay, sono tornata in Italia, sono riandata in Inghilterra e poi nuovamente in Brasile. 

2. Qual è la città o paese più bello dove siete stati?

Ho avuto la fortuna di visitare luoghi incantevoli, ma le cascate di Iguaçu sono una vera meraviglia. 

3. Siete stati più di una volta nello stesso posto o preferite visitare ogni volta un posto nuovo?

Mi piace scoprire posti nuovi, ma torno con piacere nei luoghi in cui mi sono sentita felice.

4. Consigliatemi il miglior locale (ovunque nel mondo) dove siete stati a mangiare.

Bacon Paradise, il paradiso del fat food di Belo Horizonte. Ma se siete vegani e non mangiate bacon, allora il mio consiglio è un posto qualunque nell’isola di Bali. Che tanto si mangia quasi sempre riso e niente. Buono, ma comunque riso e niente. 

5. Siete per le vacanza al mare, in montagna o per le città?

Sono per le vacanze. Mare, città, montagna, lago, deserto. Dovunque. 

6. Qual è il souvenir che non mancate mai di portare a casa?

Cerco sempre di riportarmi qualcosa da mangiare, a patto che non crei problemi in dogana. Insieme a magneti, penne, tazze e tantissima chincaglieria.

7. Nella vostra valigia cosa non manca mai?

Nella mia valigia non manca mai niente. Anzi, dovrei imparare a viaggiare più leggera. 

8. In quale luogo già visitato ritornereste volentieri?

Tornerei di nuovo a Budapest, al Sziget, se tornassi ad avere di nuovo venticinque anni.

9. Ed invece in quale posto già visitato non tornereste?

 In Svizzera, a Natale, ad Einsiedeln. Mai più. 

10. La meta del vostro prossimo viaggio?

Più che ad un prossimo viaggio, mi appresto ad un prossimo ritorno di tre settimane. In Italia.